Il TAR della Campania ha messo un punto fermo sulla vicenda giudiziaria che coinvolge la Mrt Service Srl, società di onoranze funebri di Castel Volturno riconducibile alla famiglia di Vincenzo Martino. I magistrati amministrativi hanno respinto il ricorso presentato dall’azienda contro la Prefettura di Caserta, confermando l’esclusione della ditta dalle “white list” provinciali.
Al centro del provvedimento c’è il rischio di infiltrazione mafiosa. Secondo la Prima Sezione del Tribunale Amministrativo (presieduta da Nicola Gaviano), il quadro indiziario raccolto dalla Prefettura è “grave e robusto”. Nonostante la società sia formalmente intestata al figlio di Martino, i giudici hanno evidenziato una continuità gestionale con la precedente ditta (“Concordia”), già colpita da interdittiva, e la persistenza del padre nel ruolo di socio di maggioranza.
I magistrati hanno ribadito che, per l’adozione di tali misure, sono sufficienti elementi sintomatici come: rapporti di parentela che suggeriscono una “regia collettiva” di stampo clanico; frequentazioni con esponenti della criminalità organizzata; vicende anomale nella struttura e nella gestione dell’impresa.
L’ombra del clan dei Casalesi sul settore funebre emerge chiaramente dalle dichiarazioni di Vincenzo D’Angelo, collaboratore di giustizia e genero del boss Francesco “Cicciotto ‘e mezzanotte” Bidognetti.
D’Angelo ha descritto un vero e proprio sistema di racket del “caro estinto” nell’Aversano: le imprese erano costrette a versare al clan il 50% dei proventi di ogni servizio funebre, con un prezzo fisso imposto di 3.000 euro. In questo scacchiere criminale, Vincenzo Martino (assolto nel 2019 da accuse di intestazione fittizia) è stato indicato dal pentito come l’uomo di riferimento per il territorio di Casal di Principe.
La sentenza del TAR conferma dunque la legittimità della prevenzione amministrativa, volta a schermare l’economia legale dai tentativi di condizionamento da parte della malavita organizzata.