Ci sono voluti oltre 30 anni per rimuovere le tonnellate di rifiuti illecitamente sversati nell’area Cappuccini ad Aversa, solo qualche settimana fa il Commissario Unico per la bonifica delle discariche abusive Valdalà ha potuto annunciare la rimozione di 200 tonnellate di materiali depositati nella zona, ultimo lembo di territorio non urbanizzato della città. Alla fine degli anni 90’ la questione della discarica abusiva ai Cappuccini fu posta all’attenzione della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, all’epoca competente per il territorio di Aversa, con un esposto firmato da Salvatore Pizzo, a quei tempi segretario provinciale dell’Associazione Ambientalista “Fare Verde” il quale per tutte le incombenze del caso si avvalse dell’aiuto di Antonio Mazzella, dirigente storico del fu Movimento Sociale Italiano, tramite quest’ultimo la questione della condizione ambientale dell’area Cappuccini ad Aversa arrivò all’attenzione di Gianni Alemanno parlamentare della destra sociale missina alla prima legislatura che nel settembre del 1994, in merito allo scempio ambientale solo oggi risolto, decise di presentare un’interrogazione parlamentare. A quei tempi il vicino ippodromo “Cirigliano” era al massimo della sua gloria ed attirava appassionati da ogni dove e la città come al solito presentava come suo biglietto da visita la munnezza.
La risposta è arrivata dopo tre decenni…, all’epoca Pizzo invitava la Procura ad indagare perché le amministrazioni comunali che avevano guidato la città non facevano nulla.