TIRANA / CASAPESENNA – Negli ultimi dieci anni la gastronomia italiana ha consolidato il proprio ruolo di principale veicolo di promozione culturale all’estero, e la storia di Salvatore Zagaria ne rappresenta una testimonianza emblematica. Figlio d’arte cresciuto in una famiglia di ristoratori — con un padre forte di 40 anni di attività al timone del ristorante “Il Tempio” —, lo chef e imprenditore è partito da Casapesenna, nel cuore dell’Aversano, per guidare un’articolata attività d’impresa nei Balcani, trasformando la cucina di qualità in uno strumento di rappresentanza istituzionale e riscatto territoriale.

 

Un presidio del Made in Italy tra Albania e Kosovo

L’esperienza balcanica ha visto la nascita di tre importanti strutture tra Tirana e la costa di Golem. A queste si è aggiunta una dinamica start-up attraverso la quale Zagaria ha avviato e successivamente ceduto con successo altri tre locali. Un’avventura imprenditoriale fondata sul rigore della tradizione italiana: dalla selezione di materie prime interamente certificate e importate dall’Italia, fino alla promozione dei grandi classici rivisitati della cultura culinaria partenopea. Un lavoro di valorizzazione che ha trovato ottimo riscontro anche in Kosovo, dove il professionista è stato ingaggiato per curare il catering ufficiale dell’Ambasciata d’Italia a Pristina.

 

La diplomazia del gusto: dai vertici politici a Papa Francesco

Il percorso di Zagaria si è distinto nel tempo per il rilievo delle collaborazioni raggiunte. Tra le tappe di maggior prestigio figura la sinergia con l’Ambasciata d’Italia a Tirana: il ristorante Bella Napoli è stato infatti selezionato per curare il banchetto ufficiale della Festa della Repubblica Italiana, alla presenza dell’Ambasciatore Marco Alberti e delle alte cariche diplomatiche. Nel corso del suo lavoro a contatto con i contesti istituzionali in Albania, il maestro culinario ha avuto modo di accogliere e interagire con diverse personalità della politica italiana, tra cui l’ex Presidente del Consiglio Massimo D’Alema.

Sempre in Albania, lo chef ha fatto parte dello staff di cucina selezionato per preparare il pranzo in onore della Premier italiana Giorgia Meloni, in visita ufficiale accompagnata dal Primo Ministro albanese Edi Rama. I suoi locali sono stati inoltre meta del jet set internazionale: tra gli ospiti d’eccezione figura Ivanka Trump con il marito, che per l’occasione ha voluto gustare la tipica pizza a ruota di carro.

A coronare questo percorso è stato il solido legame con il circuito del Gambero Rosso. Proprio nell’ambito delle iniziative promosse dalla celebre guida, l’esperto ha toccato uno dei punti più alti della sua carriera, entrando a far parte della brigata di cucina scelta per servire Papa Francesco. Un’attività di rappresentanza consolidatasi anche attraverso intese con la grande distribuzione – come la partnership con il gruppo Eurolab Albania – e incontri con personalità quali Don Raffaele Grimaldi, Ispettore Generale dei Cappellani d’Italia, fino alla collaborazione con il maestro pizzaiolo Errico Porzio.

 

I mutamenti politici e il valore del ritorno

Un successo d’immagine e d’impresa scontratosi, negli ultimi tempi, con un quadro politico ed economico locale diventato più complesso e precarizzato da mutamenti profondi. Una congiuntura di forte attualità che ha spinto il talentuoso ambasciatore della cucina campana a maturare la decisione di rientrare in patria.

Per il professionista si tratta dell’inizio di un capitolo nuovo: forte di una maturità gestionale ormai consolidata e del prestigio riconosciutogli dal settore, Zagaria si appresta a riordinare le fila del proprio percorso, tornando a valorizzare con orgoglio la sua terra d’origine attraverso un piano ambizioso che coniuga l’alta gastronomia all’ospitalità d’eccellenza.