Trenta bambini aversani guidati dal coreografo Alfredo Ruffo sono arrivati primi al campionato europeo di jtb hip hop, risultato arrivato dopo la vittoria a livello regionale ed il terzo posto a livello nazionale. Adesso i piccoli campioni si stanno preparando per i mondiali che si terranno il 12 e 13 maggio a Roma. La danza sportiva, in particolare quella dell’hip hop, si sta diffondendo da poco nel nostro paese, ad Aversa è arrivata quasi per gioco, quando nel 2005 fu inserita nel progetto “danza scuola” della scuola kid’s klub, doveva essere una semplice attività psicomotoria è diventata vera e propria danza a livello agonistico.

Al Pala Maggiò di Caserta hanno conquistano tre primi posti e la super coppa per la coreografia nella categoria under1 1 danza sportiva hip hop, poi al Palazzetto dello sport di Sparanise hanno ottenuto l’ammissione alle nazionali fibes di hip hop di categoria aggiudicandosi il premio miglior coreografia e miglior gruppo, al Pala sport di Pompei hanno ottenuto il primo posto al campionato regionale Csen esibendosi nella coreografia di Ghost, ispirata al cult di Michael Jackson e Missy Elliot, una performance straordinaria e particolarmente apprezzata dai giudici tanto da valergli il gradino più alto, poi al campionato nazionale della Fids di Foligno si aggiudicano il terzo posto miglior coreografia. I risultati sono lusinghieri sotto il profilo agonistico o meglio della competizione e questo fa onore al coreografo, ma è difficile condividere che una scuola primaria debba sottoporre dei bambini a delle prove così impegnative, in questo modo un ampliamento dell’offerta formativa rischia di diventare non un’attività opzionale ma di diventare preminente, ciò almeno dal punto di vista percettivo dei bambini, che sollecitati al conseguimento di un successo sportivo danno importanza alla cosa come se si trattasse di una vera e propria attività curriculare, è ovvio che una scuola ha bisogno anche d’immagine, ma non sarebbe è meglio ampliare l’offerta formativa legandola di più ad una disciplina curriculare tra quelle più tradizionali?

Salvatore Pizzo