Sono iniziate le prove del “Don Falcone “ di Nicolò Jommelli, che sotto la direzione del regista Giorgio Bongiovanni, andrà in scena in prima assoluta il 19 settembre (ore 20.30, repliche il 20 ore 20.30 e 21 settembre ore 17.00) al Teatro Caio Melisso di Spoleto. Le prove si stanno svolgendo nell’Auditorium della Stella della città umbra. Il “Don Falcone” sarà il piatto forte della 62esima Stagione Lirica Sperimentale, che già due anni fa ci offrì un altro capolavoro del settecento aversano, la “Cleopatra” di Domenico Cimarosa.

Opere ovviamente proposte con cambiamenti “sperimentali”. La trama dell’opera di Jommelli è incentrata su un triangolo amoroso tra il soprano Camilletta, il baritono Don Falcone ed il tenore Gelino, rivisitato secondo la prassi settecentesca in chiave comica. Ha detto Bongiovanni al giornale Tuttoggi info: "Due uomini, un signore e il suo servo, amano la stessa donna; lei ama il servitore e si burla dell’altro. È solo una delle infinite variazioni di un tema tradizionale, tanto caro all’intermezzo e all’opera buffa del ‘700? Diremmo, a prima vista, di essere di fronte a un’ulteriore vicenda d’amore contrastato che, naturalmente, finirà con il trionfo del furbo servitore sullo sciocco padrone. Eppure, ad una più attenta lettura del libretto, restiamo fulminati da una maledizione. Oh maledetto amore! impreca don Falcone. Perché? Eppure questo buffo, strampalato, inconcludente signore è vittima del suo stesso amore, cieco, sfrenato e irrazionale; "dice essere amante" riferisce il servitore Gelino. In tutta l’opera non lo vediamo interessato ad altro. Chi è… da dove viene… dove vive…? Non importa. Non sappiamo nient’altro di lui se non che è innamorato di Camilletta. Eppure – continua il regista siciliano – arriva a maledire l’amore; e non solo una volta: finirà addirittura per maledire tutti (Oh, maledetto amore, il fratel, Camilletta, e il servitore). Perché è questo il suo errore, la sua colpa e insieme la sua pena: inseguire un amore impossibile, ricadere sempre nella stessa rete. E proprio aver incontrato Camilletta sarà la sua sfortuna: forse un’altra giovane avrebbe ceduto a corteggiamenti così insistenti; lei no, e, insieme a Gelino, gliene combina tante da costringerlo a maledire la sua ridicola passione. Così tutta l’opera è un continuo contraddirsi di don Falcone: ama, maledice l’amore, poi riama, poi rimaledice l’amore… fino al parossismo dell’ultima sua aria in cui vorrebbe amare Camilletta e insieme fuggirla. Alla fine ci fa quasi pena, vittima delle burle dei due giovani complici; eppure dovremmo ringraziarlo, perché proprio la sua cocciutaggine ci ha permesso di vedere Gelino e Camilletta all’opera. Questo è il vero piatto forte, e insieme sale e condimento dell’intera vicenda: i due danno vita a una girandola di burle, truffe, stratagemmi volti a dissuadere Don Falcone dai suoi intenti, ma che si moltiplicano, via via, in più articolate e compiaciute variazioni". Gli interpetri principali saranno: Desirée Migliaccio e Emiliya Ivanova Ivancheva (Camilletta), Gianluca Bocchino (Gelino) e Antonio Vincenzo Serra (don Falcone). L’Ensemble Strumentale del Teatro Lirico Sperimentale sarà diretto da Francesco Massimi, che suonerà anche al cembalo.