Gli affari del Clan dei Casalesi in Emilia, in particolare a Parma, il lavoro della magistratura prosegue: venerdì scorso nell’ambito del processo Normandia, che si sta svolgendo davanti alla prima sezione penale del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, in cui è imputato uno dei capi del Clan dei Casalesi, il super latitante Michele Zagaria ed il nipote Filippo Capaldo (già condannato a 13 anni per l’affaire Camorra e Parmalat), è stato ascoltato il capitano dei Carabinieri Pilutti.
Il processo riguarda le attività di riciclaggio che il Clan dei Casalesi compie nel parmense ed in Emilia, grazie a “teste di ponte” emiliane. L’ufficiale dell’arma ha illustrato le indagini che hanno portato a numerosi arresti e processi. Sono stti sequestrati beni per una ottantina di milioni di euro. Zagaria e Capaldo, a differenza di altri imputati, che hanno optato per il patteggiamento o per il rito abbreviato, hanno scelto il giudizio ordinario. Coloro che hanno scelto il giudizio abbreviato sono già in appello, tra loro anche l’immobiliarista parmigiano Aldo Bazzini, condannato a 3 anni e 4 mesi, poi c’è la figlia della sua convivente Francesca Linetti (un anno con la pena sospesa), il fratello del superboss Michele Zagaria, Pasquale “Bin Laden” condannato a 8 anni e 10 mesi. Le altre condanne oggetto del ricorso in appello sono: 7 anni e 4 mesi a Michele Barone; 7 anni a Massimiliano Caterino; 2 anni e 4 mesi a Salvatore Della Corte; 3 anni 6 mesi ad Aniello Diana; 3 anni a Giuseppe Di Matteo; 7 anni e 11 mesi a Michele Fontana; 5 anni e 4 mesi a Pasquale Fontana; 1 anno e 4 mesi mesi a Vincenzo Fontana; 2 anni e 4 mesi a Giuseppe Fusco; 3 anni e 6 mesi a Biagio Ianuario; 4 anni a Salvatore Nobis; 2 anni e 2 mesi ad Attilio Pellegrino; 4 anni e 10 mesi ad Antonio Santamaria. Hanno precedentemente patteggiato il figlio di Aldo Bazzini, Andrea (2 anni), la compagna dello stesso immobiliarista Annamaria Errante (1 anno e 4mesi). Si è trattato della prima inchiesta giudiziaria che ha portato alla condanna per camorra di un imprenditore del Nord.

Salvatore Pizzo