Secondo il pentito Raffaele Ferrara, esponente paretano del Clan dei Casalesi, alla fine degli ’80 ci furono forti contrasti tra la Mafia corleonese e il boss della camorra Antonio Bardellino, che già era in attrito con Totò Riina perchè aveva un legame con le cosche siciliane che erano considerate perdenti. Bardellino si rifiutò di fare “una cortesia” a Riina, ammazzare Tommaso Buscetta in Brasile, dove il boss di San Cipriano d’Aversa era latitante.

Ferrara ha riferito questa circostanza in un interrogatorio davanti ai pm della Dda di Napoli, coca che ha portato all’emissione di un’ennesima ordinanza di custodia nei confronti di Totò Riina. Ferrara ha anche rivelato i retroscena dell’assassinio di cinque presunti bardelliniani avvenuto a Marano (Napoli) il 19 settembre 1984. «Il delitto – racconta Ferrara – si inserisce in un contrasto che andava maturando da tempo tra Bardellino e i Nuvoletta (alleati ai Corleonesi). Bardellino avrebbe detto, secondo Ferrara: “Buscetta era un galantuomo”, e per questo «Salvatore Riina aveva chiesto a Nuvoletta la testa di Antonio Bardellino e Nuvoletta a sua volta chiese a Raffaele Ferrara, di cui erano noti gli strettissimi rapporti con Bardellino, di eseguire l’ordine proveniente dalla Sicilia». Sui rapporti della mafia con Bardellino ha riferito anche il pentito Luigi Diana, legato a Francesco Bidognetti, “Cicciotto e mezzanotte” esponente di spicco dei Casalesi, che ha detto: «Tra l’altro Bardellino si era preso l’impegno con la mafia siciliana e con i Nuvoletta di ammazzare Tommaso Buscetta e ne ebbe anche l’occasione in Brasile, dove i due si incontrarono, ma non lo fece. Mi risulta – aggiunge – che Bardellino non uccise Buscetta in quanto quest’ultimo gli indicò i canali della droga ed anche perché i rapporti con i Nuvoletta si erano nel frattempo guastati. D’altra parte Buscetta spiegò a Bardellino la vera natura dei Corleonesi, per cui Bardellino capì che si trattava di gente con la quale era meglio non avere a che fare». Quindi se questo è vero c’era un perchè sul rifiuto di Bardellino: Buscetta, che era in contrasto con Corleonesi di Riina, aveva fatto un piacere a Bardellino, che quindi gli era riconoscente e quindi non avrebbe mai ucciso. Il boss di San Cipriano d’Aversa era nemico dei Nuvoletta alleati dei Corleonesi, questi ultimi a loro volta nemici di Buscetta. Se le due rivelazioni sono ritenute attendibili, significa che l’asse camorra mafia aveva due direttrici contrapposte: Nuvoletta – Corleonesi da un lato e Bardellino-Buscetta dall’altro.

Di sp