Tra le amazzoni e i cavalieri che hanno partecipato alla 76esima edizione del Concorso Ippico Piazza di Siena, c’erano anche i ragazzi diversamente abili del Centro di Riabilitazione Equestre di Villa Buon Respiro, una struttura sanitaria di Viterbo. Due gli appuntamenti in programma ai quali hanno preso parti “Cavalcando la Solidarietà” e il “Carosello”, a chiusura del concorso, immediatamente prima dell’esibizione dei Carabinieri.

La loro partecipazione rappresenta ormai un appuntamento fisso della manifestazione romana ed un esempio dell’efficacia dello sport come mezzo per integrare la persona disabile nella società. L’efficacia terapeutica della riabilitazione equestre, comprovata da dati di evidenza scientifica, attende tuttavia un pieno riconoscimento giuridico, nonostante le numerose iniziative parlamentari avviate nel corso degli ultimi anni da esponenti di tutti gli schieramenti politici, con l’obiettivo di dare alla terapia per mezzo del cavallo (TMC) il giusto riconoscimento di prestazione terapeutica riabilitativa distinguendola dalla semplice attività ludico-ricreativa (ippoterapia). Basti pensare che, dall’avvio della presente legislatura, sono state depositate alle due Camere ben quattro proposte di legge, a firma dei senatori Antonio Tomassini (PdL) e Helga Thaler Ausserhofer (UDC-SVP-Aut) e degli onorevoli Siegfried Brugger e Karl Zeller (Misto – Min. Ling.) e Anna Teresa Formisano (UDC).

Di red