Ruberti_Antonio

La Rubrica, curata da Alessandro Carotenuto (Osservatorio Cittadino)

Il testo è scritto da Antonio Marino. Didascalia sotto il ritratto: Antonio Ruberti con dietro la Facoltà d’Ingegneria.

ANTONIO RUBERTI

(L’ingegnerissimo)

Antonio Ruberti fa parte dell’Olimpo dei cittadini aversani illustri, non tanto per le sue innate doti intellettive quanto per ciò che ha saputo programmare nel corso della sua esistenza.

Soprattutto in campo scientifico, dove ha speso le migliori energie riscuotendo le maggiori soddisfazioni a livello europeo.

Nato ad Aversa il 24 gennaio del 1927 da un distinta famiglia, ha frequentato le scuole locali con raro profitto conseguendo la maturità classica col massimo dei voti.

Lasciato il liceo-ginnasio “D.Cirillo”, ebbe a fare il suo approccio con l’Università scegliendo la Facoltà d’Ingegneria che diventerà per Lui una vera e propria vocazione.

Sta di fatto che , dopo essersi messo in luce per il suo diligente impegno nello studio, gli stessi docenti di corso, una volta laureatosi, si premurarono di consigliarlo di intraprendere la carriera universitaria.

Che iniziò come assistente facendo, in breve, passi da gigante: nel 1962, a soli 35 anni, già era professore ordinario della cattedra di Contratti Automatici presso “La Sapienza” di Roma e, cinque anni dopo, titolare della cattedra di “Teoria dei Sistemi” nello stesso Ateneo.

Nel 1964, da sottolineare, assumeva anche il ruolo di dirigente del Dipartimento di Informatica e Automatica nonché del Centro del C.N.R. sui Sistemi di Controllo e Calcolo Automatico, Centro che portò all’avanguardia nel settore della ricerca.

Mente dinamica e creativa, affiancava questo suo estenuante lavoro con la pubblicazione di decine di saggi e articoli scientifici che comparivano sulle principali Riviste specializzate esistenti, mietendo lusinghieri apprezzamenti internazionali.

Per i suoi meriti, dal 1973 al 1976, fu nominato Preside della Facoltà di Ingegneria presso la suddetta prestigiosa Università romana, divenendone Rettore nel 1976.

Carica che manterrà fino al 1987, per ben undici anni , anni focosi che lo vedranno impegnato personalmente a dirimere (mediante il dialogo) le controversie ideologiche-politiche che, proprio nell’ambiente universitario, avevano il loro massimo punto di forza.

All’età di 60 anni nel 1987, cessato il rettorato, venne nominato Ministro per il Coordinamento della Ricerca Scientifica e, due anni dopo, Ministro dell’Università e della Ricerca.

In tale veste faceva adottare dal Parlamento una serie di riforme universitarie con relativi piani di sviluppo e di programmazione; faceva creare Musei scientifici, varare progetti per la catalogazione e valorizzazione dei beni culturali e inoltre faceva approvare la Legge per la istituzione di un’Agenzia Spaziale Italiana.

Al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della diffusione di una Cultura scientifica (da Lui sempre agognata) nel 1991 promosse la Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica, che ebbe un grande successo.

Concluso il suo mandato ministeriale, Ruberti nell’aprile del 1992 fu eletto Deputato al Parlamento e nel 1993 nominato Commissario europeo per la Formazione e la Ricerca, trasferendosi a Bruxelles.

Dove ebbe l’occasione di fondare, tra l’altro, il periodico “Euroscientia Forum”, una sorta di tribuna aperta di ricerca, riflessione e discussione tesa allo sviluppo e alla crescita di un’Europa migliore e libera, basata democraticamente su un benessere duraturo e diffuso.

Terminato l’incarico europeo, fece ritorno in Italia venendo nuovamente eletto alla Camera dei Deputati.

Dal 1996 fino al 2000 assumeva la carica di Presidente della Commissione Politiche dell’Unione Europea portando a compimento il progetto, da tempo in discussione e non realizzato, di dotare la Capitale di una città della scienza.

Antonio Ruberti, dopo una vita dedicata interamente alla ricerca, chiudeva gli occhi per sempre a Roma nel 2000 all’età di settantatré anni.

Nel mese di dicembre del 2004 la città natia, ricordandolo tra i figli migliori, ha consegnato al figlio Albino una targa alla sua memoria… mentre la locale Facoltà d’Ingegneria (da Lui istituita) gli dedicava l’Aula Magna.

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