In merito all’articolo che giovedì 15 luglio sul quotidiano l’Adige parla di «Camorra infiltrata negli appalti rivani», l’amministrazione comunale di Riva del Garda ritiene doverosi alcuni chiarimenti. Infatti, se nell’articolo si parla di un «mancato parere antimafia», va detto che l’informativa antimafia in realtà (e non potrebbe essere stato altrimenti) è regolarmente pervenuta al Comune, precisamente in data
25 marzo 2004, entro i termini di legge (la determina che affida il servizio è del 30 marzo, il servizio ha poi preso avvio il primo aprile 2004). Quindi, l’amministrazione non solo non aveva motivo di sospettare la vicinanza della ditta alla Camorra (l’informativa della Prefettura di Caserta, come detto regolarmente pervenuta, la escludeva), ma inoltre doveva attenersi scrupolosamente alla normativa e seguire la procedura di legge. In un passo dell’articolo, poi, si parla di «provvidenziale» esclusione della ditta vincitrice: ma valutare l’anomalia di un’offerta presentata non è né un’iniziativa discrezionale dell’amministrazione né un fatto fortunoso, bensì un passaggio obbligatorio nella procedura di gara europea, il cui senso è chiaro a tutti: evitare di affidare il lavoro ad una ditta che si aggiudichi la gara con prezzi talmente bassi da risultare insostenibili, dunque con la probabilità di una prestazione non all’altezza. Quindi, da parte dell’amministrazione comunale ci fu una grande attenzione rispetto a quell’offerta, con vari incontri e con la richiesta di giustificare le cifre proposte. Ma la ditta vincitrice non fu in grado di giustificare l’offerta e, giustamente (nell’interesse della collettività), fu esclusa dalla gara. Si fa qui notare che quella ditta scelse di non promuovere alcun ricorso, che pure era nelle sue possibilità, perché – con ogni evidenza – aveva a sua volta valutato come non congrua la propria offerta. Sempre per legge, quindi, e senza alcuna discrezionalità da parte dell’amministrazione comunale, il servizio fu affidato alla seconda classificata, per l’appunto Ecocampania Srl. La quale è definita nell’articolo «non esattamente limpida», giudizio certo condivisibile oggi, non però all’inizio del 2004, quando i documenti ufficiali – i soli che un’amministrazione comunale possa tenere in considerazione e valutare – erano del tutto regolari. Diverso è il discorso sulla qualità del servizio svolto da Ecocampania, di cui l’articolo non tratta: come molti Rivani ricorderanno, quel servizio fu tutt’altro che adeguato alle attese, specialmente nello sgombero della neve e nella pulizia delle strade e delle piazze cittadine, e furono verificati gravi disservizi (con penali regolarmente applicate dal Comune), in sèguito ai quali fu la stessa amministrazione comunale, alla scadenza del contratto, a scegliere una diversa modalità gestionale, attraverso il Comprensorio Alto Garda e Ledro. Il rapporto con Ecocampania, infatti, da contratto era rinnovabile di un altro anno, ma il Comune si guardò bene dall’avvalersi di quella facoltà e, in data 29 settembre 2005, in largo anticipo sulla scadenza (il 31 marzo 2006), comunicò ufficialmente alla ditta campana che non avrebbe prorogato. Infine, si fa notare come il titolo, con l’espressione «appalti rivani» al plurale, induca a pensare ad un fenomeno ampio anziché, com’è poi chiaro dall’articolo, ad un singolo caso.

Ufficio stampa Comune di Riva del Garda (Trento)