Continua l’occupazione del tetto del CSM (Centro Salute mentale) di via delle Sirene (Roma) da parte della famiglia Provenzano
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E’ incredibile come a distanza di più di trent’anni dalla Legge 180 che ha chiuso i manicomi, l’insegnamento di Basaglia sia più proclamato che praticato, troppo spesso intrappolato nei meandri di una burocrazia lenta e disumanizzante che rischia di esacerbare il rapporto coi familiari e stenta a concepirli come i primi e più preziosi alleati.
Elisabetta e Rodolfo Provenzano, familiari di A. P., attualmente internato nell’ospedale giudiziario di Aversa, continuano l’occupazione del tetto del CSM di via delle Sirene, nonostante le rassicurazioni dei responsabili dei servizi, anche sugli organi di stampa in data venerdì 10 giugno 2011, a nome della Direzione della ASL RMD.
La famiglia prende atto dell’approvazione formale di un Progetto Terapeutico Individuale fatto dalla Comunità “Il Montello” di Asti, con relativa disponibilità e preventivo di spesa, tuttavia la ASL RMD non ha ancora deliberato l’impegnativa di spesa, senza la quale il Sig. A.P. non potrà essere dimesso dall’OPG di Aversa, perchè non potrà beneficiare delle misure alternative alla ritenzione cui attualmente è ristretto, vanificando, così, le possibilità sancite dalle Sentenze della Corte Costituzionale. Qualora la ASL che ha in carico A.P. non approvi celermente tale impegno di spesa sarà anche responsabile delle mancate terapie, inattuabili in OPG, e del blocco ingiustificato del percorso terapeutico, con tutte le sue conseguenze, difficilmente prevedibili.
Inoltre esprime delusione per non essere stata convocata dalla ASL per stabilire un rapporto di collaborazione diretto, quando la famiglia ha dimostrato di essersi fatta carico del problema avendo essa cercato e trovato la comunità Terapeutica alternativa alla detenzione in assenza di una Comunità Terapeutica messa a disposizione dai Servizi Territoriali. Il fatto che la ASL RMD non abbia una Comunità adatta nel proprio territorio, denuncia una carenza del Servizio e non può impedire che A.P. possa essere inserito in un’altra comunità del territorio nazionale, essendo il S.S. appunto, nazionale!
Fino a che non sarà dimostrato che questa Delibera è stata inoltrata al Giudice di competenza per metterlo in grado di decidere il trasferimento di A.P. nella Comunità “Il Montello”, la famiglia continuerà la protesta in tutte le forme che riterrà opportune, nel rispetto delle leggi e dei propri diritti. Se ciò non dovesse avvenire, A.P. ( e domani qualsiasi altro paziente) potrebbe permanere a tempo indeterminato nell’OPG . Per questi motivi il comitato Elj per tutti i Tonino, in attesa di certezze, continua l’occupazione del tetto ed il presidio permanente di fronte al CSM di via delle Sirene, ma anche per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di smantellare al più presto gli OPG, veri e propri manicomi criminali indegni di un paese avanzato sotto il profilo delle conquiste civili come l’Italia.
Comitato Elj per tutti i Tonino
info: 348.2447536