Ieriad Aversa si è svolto uno degli appuntamenti previsti da “Appello Straordinario”, la rassegna culturale voluta da alcuni studenti della Seconda Università di Napoli, e che coinvolge molto le matricole del nostro ateneo e le città che ospitano le varie facoltà. All’Auditorium dell’Ex Macello in via Lennie Tristano è stato presentato il libro di Amato Lamberti “I lazzaroni”, introdotto dal giornalista Raffaele Sardo. I lazzaroni descritti dall’ex Presidente della Provincia di Napoli e docente della Facoltà di Sociologia della “Federico II” sono i delinquenti, i disgraziati, i mascalzoni, i farabutti,

le canaglie, i manigoldi, i lestofanti, i gaglioffi, i filibustieri; ma, anche, gli usurai, gli scippatori, i rapinatori, i borseggiatori, i contrabbandieri, i taccheggiatori, i falsari, i ladri d’auto, i topi d’appartamento, i "paccottisti", i tangentisti, i truffatori e, infine, i camorristi. Categorie che ahinoi sono abbastanza presenti anche nella politica. “Per liberare Napoli dai lazzaroni- sostiene Lamberti- bisogna partire dal dato di una spaccatura profonda nella popolazione napoletana tra chi è dentro e chi è fuori dalla società moderna e civile: il problema di Napoli è quello di portare dentro la modernità tutti coloro che stanno fuori”. L’autore ha raccolto interventi su quotidiani e riviste, o in occasione di dibattiti fatti negli ultimi anni. Sono 30anni che Lamberti dice e scrive che per liberare Napoli dai lazzaroni non bastano, anche se sono necessari, poliziotti, carabinieri e magistrati. “C’è bisogno- scrive il docente- di politiche di inclusione, seriamente intese, ben diverse dalle operazioni di assistenza o, peggio, di ammortizzazione sociale, magari a favore dei più violenti e facinorosi. Per trovare soluzioni adeguate, bisogna partire dal dato, irremovibile con artefici dialettici, di una spaccatura e di una separazione profonda nella popolazione napoletana tra chi è dentro e chi è fuori dalla società moderna e civile. Perché il problema di Napoli è quello di portare dentro la modernità tutti coloro che stanno fuori per una sorta di condanna che i responsabili continuano a negare, mentre continuano a comminarla. Per aprire un dibattito costruttivo, ho raccolto alcuni dei tanti interventi su quotidiani e riviste, o in occasione di dibattiti e convegni, fatti nel corso degli ultimi anni, sulla Napoli dei lazzaroni”. Alle 20:30 è stato dato spazio al teatro con “Uno studio su Ennio Flaiano” di Michelangelo Fetto e portato in scena dagli attori del C.U.T. dell’Università del Sannio.

Di red