(Bloq.it) Lunedì 27 febbraio 2011 alle ore 11.30 nella Facoltà di Architettura ad Aversa si presenta il progetto “Cultivare in-formazione in Facoltà” promosso e sostenuto dalle Aziende Speciali della Camera di Commercio Asips, Agrisviluppo, Sintesi e i risultati dell’attività di ricerca applicata condotta con gli studenti del corso di ‘Rilievo Urbano e Ambientale’ V anno/Architettura – Prof. Sabina Martusciello, Prof.

Dolores Morelli: due azioni complementari che pongono la scuola al centro.

Stiamo attivando un circolo virtuoso affinché l’Orto di San Lorenzo della Facoltà di Architettura possa radicarsi nella Terra di Lavoro, donarsi alla Terra e rappresentare una buona pratica da declinare in primo luogo laddove i bambini crescono, per mutare l’inerzia e la rassegnazione in azioni concrete, accelerando etiche e poetiche trasformazioni.

Questo il Manifesto dell’Associazione ‘Orto di San Lorenzo onlus’ della Facoltà di Architettura:

A valle di protocolli di intesa tra la Facoltà e le scuole, insieme agli studenti, agli alunni, ai bambini ripuliamo le aree esterne, progettiamo e realizziamo orto/frutteti, adottiamo la scuola, accompagnandola in questo percorso di rigenerazione.

Il progetto “Cultivare in-formazione in Facoltà ha lo scopo complementare di accogliere le scuole in Facoltà “cultivando” laboratori didattico-esplorativi sul tema del riuso, riciclo, agricoltura, alimentazione.

L’Orto di San Lorenzo della Facoltà di Architettura nasce infatti da questa necessità indifferibile di tradurre una pattumiera a cielo aperto all’interno dell’Abbazia di San Lorenzo – sede della Facoltà di Architettura – in un orto/frutteto, anche a servizio della bouvette di Facoltà, istituendo la filiera corta agro-alimentare. Consapevoli che -per dirlo con Feuerbach- “noi siamo quello che mangiamo” (con gli occhi, le orecchie, il naso, il tatto, il gusto).

Noi che desideriamo: “osservare il sapore del verde e non vedere il nero dei rifiuti; ascoltare il profumo delle foglie e non sentire il rumore dei clacson; gustare il racconto della lattuga e non mangiare un codice a barre; respirare il colore della natura e non odorare l’ignoranza dell’incuria; toccare il suono della terra e non cliccare il mouse di un pc”.

Sabina Martusciello, Dolores Morelli

Di red