Dal 13 al 20 ottobre nellex macello di Aversa si è svolta la mostra di arte contemporanea di Gianni Cinquegrana, architetto e scultore di Casoria, che ha voluto dedicare alla città le sue riflessioni sul tema dellemarginazione e del rifiuto. Il fatto che abbia voluto intitolare la mostra Opg. Out pack grief (tradotto: Al di fuori della scatola il dolore) dichiara lattenzione dellartista ad una triste realtà del territorio aversano, il «mostro dentro casa», come lex direttore generale dellAsl Ce2, Franco Rotelli, definì lOspedale Psichiatrico Giudiziario Filippo Saporito, per il quale proprio in questi giorni, si è tornato a parlare di dismissione.
Ma la mostra non è solo dedicata allOpg perché è soprattutto loccasione per sottolineare come lindifferenza nei confronti del proprio simile facilmente sinstauri in ogni uomo. Le opere di Gianni Cinquegrana denunciano, gridano il terrore per ciò che ogni giorno accade nel mondo, oppongono questo loro rifiuto a tutti i momenti in cui è la società che rifiuta i malati, gli immigrati, i bambini. Ma lasciano comunque intravedere un potente segno di speranza e di concordia nel valore dellarte, che operando da filtro e luce sulla verità, consente che lartista e lo spettatore entrino in contatto, che più uomini sincontrino, per condividere un sogno puro. Allinaugurazione hanno partecipato la scultrice Marlisa Palomba, docente del liceo artistico di Napoli, e il giornalista e docente Paolo Graziano. Levento, promosso dallAssociazione Culturale Venticinque Aprile e la rivista mensile Fresco di Stampa, è stato patrocinato dallAssessorato alle Politiche Giovanili. Nel corso della mostra si cè stata la presentazione del noir del giornalista Pietro Treccagnoli Non solo veleno (Avagliano). Con lautore hanno partecipato Ernesto Rascato, libraio, e Francesco Uttieri, docente; ha introdotto Anna Smeragliuolo Perrotta, dellAssociazione Venticinque Aprile.