Arsero vivi tra le lamiere dell’auto in cui viaggiavano con i genitori che prese fuoco a seguito di un incidente stradale, fu una morte orribile quella dei fratelli Robertino Umberto e Antonella Lama, lui aveva 19 anni lei 23 anni. La famigliola da Ecubleus, la cittadin svizzera dove risiede, si stava recando in vacanza in Italia, il padre è originario di Aversa. Per questa tragedia, avvenuta il 17 luglio dello scorso anno nei pressi di Parma, adesso c’è un colpevole Jolando Rose Fraschetti, oggi 75 enne, anche lui cittadino svizzero di Thusis.

Per questa tragedia, avvenuta il 17 luglio dello scorso anno nei pressi di Parma in Italia, adesso c’è un colpevole Jolando Rose Fraschetti, oggi 75 enne, anche lui cittadino svizzero di Thusis. La posizione dell’anziano automobilista, indagato dalla giustizia italiana con l’accusa di duplice omicidio colpose e lesioni colpose, ieri è stata esaminata dal Giudice per l’Udienza preliminare di Parma Pietro Rogato, il magistrato doveva decidere se mandare o meno sotto processo l’uomo, ma l’interessato ha scelto di evitare il procedimento patteggiando la sua pena, e con l’assenso dell’accusa ha avuto un anno di reclusione con la sospensione condizionale (andrà in carcere solo se nei prossimi 5 anni compirà altri reati) ed un anno di sospensione della patente. Erano le 4 del mattino quando Fraschetti a bordo della sua Opel Omega viaggiava sull’Autostrada A1 in direzione Sud, nei pressi di Parma a Baganzola, dove c’era un uscita obbligatoria per lavori in corso, tamponò l’auto sulla quale viaggiavano i fratelli Lama insieme al papà Nicola ed alla madre Cludette Gutierrez, anche loro rimasti feriti nell’impatto. L’urto provocò un incidente a catena, la Fiat Marea dei Lama urtò una Bmw sulla quale viaggiava una coppia, Piero Colosimo e Teresa Lioi anche loro cittadini svizzeri di Lugano, che pure rimasero feriti. Dalle lamiere accartocciate iniziarono a sprigionarsi le fiamme, che rapidamente avvolsero l’auto con a bordo i due ragazzi che erano rimasti imprigionati tra le lamiere, non riuscirono a liberarsi in tempo, il resto fu una scena da autentico film dell’horror.

Salvatore Pizzo