“Conversazione su Budda” è stato il tema di una conferenza organizzata dal Presidente Guido Verde, quale apertura del programma di novembre elaborato dal Rotary Aversa Terra Normanna. Alla “riunione a caminetto”, i soci hanno ospitato Salvatore Ceci, appassionato cultore di discipline orientali. Il relatore ha spiegato perché fosse stato scelto per tema della serata il buddismo,
una grande filosofia religiosa ad orientamento decisamente psicologico. Sorta in India, è stata per tanti anni la tradizione spirituale dominante nella maggior parte dell’Asia ed ha influenzato fortemente la vita culturale, intellettuale e artistica anche del Tibet, del Nepal, di Ceylon, Corea, Giappone, oltre che della stessa Cina. Dopo aver brevemente tratteggiato la figura del fondatore Siddharta Gautama, il cosiddetto Budda storico, vissuto in India nella metà del VI Secolo a.c., Verde ha osservato che questo grandissimo pensatore affascina, in quanto era preoccupato unicamente della condizione umana, della sofferenza e della frustrazione delle persone. Poiché Budda insegnava solo una cosa “la sofferenza e la liberazione da essa”, possiamo pensare che sua dottrina non è una metafisica ma una psicoterapia, in quanto si proponeva, non come portatore di una rivelazione, ma come un grande maestro, che aiuta gli uomini a capire se stessi, a riconoscere il carattere erroneo delle convinzioni che li mantengono in sofferenza. Ha preso quindi la parola l’avvocato Ceci che ha illustrato a grandi linee, gli aspetti fondamentali del pensiero di Budda. Nella relazione, Ceci, ha messo in risalto come, favorendo l’evoluzione psicologica dell’uomo, la dottrina del Maestro permette un percorso contraddistinto dal superamento dei pensieri negativi con l’affermazione di quelli positivi, quali sono amicizia, gioia, gratitudine, compassione. Acquisito questo nuovo status, introiettato a livello psichico profondo, l’essere umano può conquistare la libertà di godere ogni attimo esistenziale, accettando gli altri per ciò che sono e provandone compassione. Per tale via si potrà pure vivere con consapevolezza, nel senso di aver realizzato il nostro essere uomini e di aver dato un senso alla vita, godendo dell’unicità della bellezza e dell’irripetibilità di ogni prezioso attimo dell’esistenza.