Quando i cittadini protestano contro i politichetti locali fanno sempre bene, il riferimento è ai cittadini di Aversa che, esasperati per la mancata raccolta dei rifiuti, giovedì sera hanno interrotto la seduta del Consiglio comunale della città normanna. Una protesta dalle motivazioni giuste ed inoppugnabili, è stata anche caratterizzata dallo scontro tra due persone, il commercialista Domenico C. e lavvocato Marco M..
Due personaggi che fanno parte dello stesso ambiente, quello della politica locale. Giovedì sera oltre al doloroso grido di protesta della gente, nella sala del Consiglio Comunale si è assistito ai tragicomici dialoghi di questi due della politichina locale: il commercialista Domenico C., che ricopre le funzioni di Sindaco, ed lavvocato Marco M., che è il responsabile locale del partito dei Comunisti Italiani. Uno al banco del potere con il vessillo del centro destra e laltro, in mezzo ai manifestanti, nonostante fosse il rappresentate di un partito di potere che è al governo della nazione. Domenico C., si arrampicava agli specchi cercando di giustificarsi, non riconoscendo che per un politico locale ogni parola oramai è tardiva, e laltro, Marco M., stava lì anziché esercitare la sua funzione, quella di leader locale di una fazione politica che essendo di governo ha il dovere andare dire cosa fare a quelli che, impugnando la sua stessa bandiera, a Roma prendono le decisioni che contano. Probabilmente lui come la gran parte dei politici aversani, a Roma sono sconosciuti anche nel loro stesso partito. In pratica lattempato Domenico C. ed il giovane Marco M. sono il rovescio della stessa medaglia, cambia solo il colore e letà. Due poteri uno comunale e l’altro politico, quello del commercialista Domenico C., che non riesce a garantirci la rimozione dei rifiuti anche usando provvedimenti clamorosi che destino preoccupazione nei palazzi romani (vedi la recente protesta dei camionisti), laltro il giovane avvocato Marco M., che come tutti i suoi colleghi "politici" aversani appare scollegato dai vertici della sua stessa parte politica. Perché i cittadini esasperati devono essere mortificati anche dallo scontro tra questi politici locali? Domenico C., che da sindaco della politica locale non riesce a garantirci nulla, e Marco M., che magari facendosi vedere attivo tra la gente fa il suo mestiere di strappare qualche consenso. E giusto che i cittadini che protestavano sappiano, se non lo sanno, che tra loro che in maniera sacrosanta protestavano cerano anche politici locali, ognuno dei quali ha la sua parte di responsabilità. Anche se tutti sappiamo che non è alle imbelli amministrazioni comunali del nostro contado che bisogna rivolgersi, anche perché la politica locale è solo un entità problematica forse più grave dellemergenza rifiuti, ma è direttamente al governo che bisognerebbe rivolgersi, quello stesso governo che gestisce la vicenda attraverso il suo Commissario. La politica locale nostrana, dallestrema destra allestrema sinistra, è un qualcosa di insussistente, un inutile vanesio chiacchiericcio che a nulla serve. Unentità irrilevante che nelle stanze della politica che conta, quella che si svolge a Roma e Bruxelles, non ha alcun peso specifico. Essa è solo una piaga da cancellare. Il politico locale aversano è uno che non solo conta poco, ma ogni sua azione, anche se in buona fede, nuoce gravemente alla nostra esistenza. Questo vale per tutto lambiente della politica locale. Questa gente che gestisce i partiti locali dovrebbe essere allontanata dalla cosa pubblica, i nostri enti sarebbero governati meglio da funzionari appositamente preparati per gestire
Salvatore Pizzo
La foto sopra ci è stata fornita dall’Associazione Mariofoto.com