Avrebbe installato un impianto anche nell’ospedale “Moscati” di Aversa, Ossitalia, l’azienda finita nell’occhio del ciclone per la strage avvenuta nell’ospedale di Castellaneta (Bari), dove otto pazienti sono morti nel giro di due settimane a causa della somministrazione di protossido di azoto al posto di ossigeno, ciò a causa del probabile malfunzionamento di un impianto.

Adesso i Nas hanno deciso di ispezionare tutti gli impianti installati da Ossitalia in tutto il territorio nazionale, dovrebbero essere in tutto una settantina, ed oggi i carabinieri dovrebbero essere anche al Moscati. La notizia della presenza all’ospedale di Aversa dell’impianto di Ossitalia è stata rivelata ieri dal Corriere della Sera, che a sua volta l’ha ricavata dal sito della società, ma oggi l’elenco degli impianti è stato rimosso dal sito. Sarebbe opportuno che l’Asl chiarisse quali sono i termini di sicurezza dell’impianto di Aversa, e se e quali verifiche sono state compiute per evitare problemi. Nei giorni scorsi ma relativamente ad altre questioni, la campagna elettorale per le comunali, all’ospedale di Aversa si sono recati in vista i parlamentari Tommaso Sodano (Rc) e Giacomo De Angelis (Pdci). In particolare si sono occupati, come hanno fatto anche i loro avversari politici, della mancanza di personale al pronto soccorso. Polemica in merito alla quale l’Asl ha emesso anche un comunicato.

Elezioni, sanità e polemiche: diffidata una primaria è stata troppo tempo sul posto di lavoro

“Negli ultimi due anni è stata potenziata la rete del pronto soccorso del Moscati con quattro posti in più di rianimazione e quattro in più di Utic dislocati in locali separati e appositamente dedicati. Il nuovo reparto di medicina d’urgenza è stato situato sullo stesso piano del pronto soccorso, poi la nuova cardiologia. Ci rendiamo conto che ci troviamo in un periodo pre-elettorale, ma da qui a dare segnali allarmistici di cattivo funzionamento della struttura ci appare quanto meno ingeneroso”. Così il direttore generale dell’Asl Ce2, Angela Ruggiero, sulla questione pronto soccorso sollevata in questi giorni. “Naturalmente questa direzione – prosegue la Ruggiero – è sempre disponibile sia per chiarimenti che per ipotesi di miglioramento. Non abbiamo scheletri nell’armadio, lavoriamo tenendo ben presente il principio di trasparenza e condivisione del nostro operato. Quello che posso assicurare è che allo stato vi è la copertura totale e massima dei turni nelle 24 ore e stiamo garantendo elevati standard di assistenza”. Il direttore sanitario dell’Asl Ce2, Gaetano D’Onofrio, aggiunge, in merito alla situazione relativa agli ultimi giorni di aprile: “I medici che hanno assicurato la copertura dei turni al pronto soccorso sono tutti dipendenti dell’ospedale, specialisti ambulatoriali dell’area di cardiologia, medici del 118-Sires. Nel dettaglio, i medici dipendenti, come previsto dalle linee guida dell’emergenza nazionale e regionale, appartengono sia all’area medica che a quella chirurgica, nonché ai servizi di anestesia e rianimazione”. Dell’area chirurgica, così come riferisce D’Onofrio, come previsto dai Dpr 483 e 484 del 97, fa parte anche l’ortopedia. “Tra l’altro si ricorda – afferma il direttore sanitario – che tra le maggiori casistiche del pronto soccorso vi sono proprio patologie e infortuni riguardanti la branca ortopedico-traumatologica”. Per quanto riguarda poi l’impiego di medici provenienti da cliniche convenzionate, questi ultimi – viene chiarito – fanno parte della rete Sires (Servizio intensivo rianimazione emergenza sanitaria). In merito alla permanenza in servizio del primario Rosa Raucci per cinque giorni consecutivi, D’Onofrio chiarisce: “La dottoressa Raucci è stata diffidata dopo il suo orario di lavoro a trattenersi ancora presso i locali del pronto soccorso, poiché non vi era alcun motivo assistenziale che determinasse tale presenza. Ogni turno è stato coperto con almeno tre sanitari, così come prevede lo standard del Ccnl tenendo conto anche delle assenze del 25% determinate da ferie, licenze o malattie. Personale, inoltre, supportato sempre dell’area intensiva di cardiologia e rianimazione”. Praticamente si diffida un dipendente perché lavora troppo, bene Aversa ha un altro pimato. La direzione strategica dell’Asl Ce2 fa, inoltre, sapere che si sta provvedendo ad un’attenta valutazione dell’attuale assetto gestionale dell’area critica del pronto soccorso date le risorse umane e tecnologiche presenti anche alla luce del massiccio numero di richieste di turn over da parte degli operatori pervenute negli ultimi anni. Infine, il direttore sanitario del Moscati, Antonella Molese precisa: “Per tutelare gli utenti oltre a garantire gli standard di assistenza, abbiamo predisposto un’indagine interna costante dell’unità di crisi appositamente istituita, sugli accessi dei pazienti, le cure ed eventuali ricoveri effettuati nel periodo in cui si è aperto il fronte di crisi col primario. Ebbene, non è stata rilevata alcuna situazione di rischio per gli utenti né, tantomeno, una diminuzione dell’assistenza. Attualmente è assicurata ampiamente la copertura dei turni delle 24 ore esclusivamente con personale interno addetto al pronto soccorso”.

Sal. Piz.