Le stazioni ferroviarie sono il biglietto da visita di una città ma per quanto riguarda Aversa ci sono dei comportamenti assai strani. Recentemente il Comune ha chiuso un accordo con Rete Ferroviaria Italiana per rimodellare tutta la piazza antistante, che così dovrebbe essere resa non solo esteticamente migliore di quello che è, ma, almeno secondo il progetto, i lavori che a breve dovrebbero partire renderanno più agevole lo stazionamento degli autobus ed il parcheggio delle auto nell’ex scalo merci che già è stato affidato alla società Metropark.

Fin qui la cosa è positiva, ed a questo si aggiunge un’altra notizia apparentemente positiva, ma che è un’ovvietà, la stazione di Aversa come molte altre del territorio italiano è stata inserita nella campagna di sensibilizzazione “Stazioni pulite”, volta ad invitare l’utenza ad avere più rispetto per le strutture, in una nazione normale non dovrebbe esserci bisogno di una campagna ad hoc per ricordare questo. Tuttavia il fatto di voler tenere la stazione “più pulita”, configge con una decisione presa mesi fa da Rfi, quella di eliminare lo storico zampillo che era posto di fianco ad una delle aiuole sul primo binario. Sembra un’inezia, ma per tanti viaggiatori si sono perse quelle piccole grandi abitudini che rendevano più sereno il viaggio, ci si poteva rinfrescare la faccia e lavare mani, adesso lo si deve fare nei servizi igienici che sono negli standard noti delle stazioni di provincia italiane, e certo non si prova una bella sensazione come quella offerta prima dallo zampillo, chi vuole bere deve comprare l’acqua al bar e quello della stazione la sera ad una certa ora chiude, poi quel piccolo getto d’acqua era una cosa che piaceva tanto ai bimbi, adesso è un ricordo dei tempi che fu come la ringhiera stile liberty dei sottopassaggi sul primo binario, rimossa per far posto al cemento, quella degli altri binari è ancora intatta. Per non parlare poi dell’eliminazione delle sale d’aspetto e della presenza massiccia di cani randagi, altro che stazioni pulite. In merito alla fontanella abbiamo chiesto lumi ad Rfi che così ci ha risposto: “La fontanella posta sul primo marciapiede della stazione di Aversa è stata più volte ripristinata a seguito di usi impropri e atti vandalici. Era diventata punto di riferimento per barboni ed extra comunitari che spesso la usavano per lavarsi. Si è deciso di chiuderla e rimuoverla per motivi di decoro della stazione e soprattutto perché non svolgeva più la fondamentale funzione di ristoro per i viaggiatori. Per questo è stato aperto un bar in stazione”. Bene, il bar c’è sempre stato e non è stato di certo aperto adesso, per quando riguarda gli atti vandalici ed il decoro della stazione, non ci sembra che Rfi abbia interessato mai la Polizia Ferroviaria per particolari fatti incresciosi, del resto la Polfer e lì a 50 metri dallo zampillo che fu e gli uomini del comandante Fusco non avrebbero problemi ad intervenire per reprimere qualche mite balordo. Vuoi vedere che per razionalizzare le spese, si sta iniziando dalle bollette dell’acqua? Poi a Villa Literno, seconda stazione più importante del nostro territorio, lo zampillo c’è?

Salvatore Pizzo