Le voci insistenti, che circolavano da qualche tempo, sono state ampiamente confermate: l’ex Ospedale Psichiatrico Giudiziario OPG di Aversa sarà trasformato in un Istituto a Custodia Attenuata. A breve, gli aversani, in pieno centro cittadino, si ritroveranno un bel carcere (adesso la detenzione è riservata solo a chi con problemi mentali ha commesso crimini).
Per chi non lo sapesse gli Istituti per la Custodia Attenuata (I.C.A.) possono essere di due tipi: gli Istituti a Custodia Attenuata per il Trattamento dei Tossicodipendenti (I.C.A.T.T.) e gli Istituti a Custodia Attenuata per detenute Madri (I.C.A.M.). Nel primo caso si tratta d’istituti nati in seguito alle disposizioni contenute nel Testo Unico sugli stupefacenti del 1990. Sono luoghi di detenzione, dove si svolgono numerose attività per la riabilitazione fisica e psichica dei tossicodipendenti, anche in collaborazione con Comunità Terapeutiche esterne al carcere.
Nel secondo caso, invece, si tratta d’istituti per la custodia attenuata delle detenute madri con figli di età inferiore ai tre anni. In questo tipo di Istituto si svolgono diverse attività, ma l’attenzione particolare è assegnata alla relazione tra madre e bambino.
Al momento non conosciamo i risultati della visita effettuata da una Commissione composta, tra gli altri, da personale del D.A.P. Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (il D.A.P. è uno dei quattro dipartimenti in cui si divide il Ministero della giustizia italiano e di esso fa parte anche il Corpo di polizia penitenziaria), ma non è da escludere che la scelta della Commissione possa cadere proprio sull’I.C.A.T.T.
Fonti bene informate, infatti, hanno confermato l’interesse per la Commissione anche alle aree circostanti l’edificio che dovrebbe ospitare i tossicodipendenti. Aree che comprendono un campo sportivo, una palestra e ampie zone verdi. Tutti elementi essenziali per ottenere l’autorizzazione del Ministero.
Gli aversani, quindi, si troveranno tra poco a fare i conti con un ulteriore incremento del traffico automobilistico nelle già ingolfate strade cittadine. Per non parlare, poi, della facilità con la quale parenti e “amici” dei detenuti (perché sempre di detenuti si tratta, anche se “a controllo attenuato”) si potranno recare da Secondigliano, Piscinola, Miano ecc. ad Aversa utilizzando la Metropolitana.
Le fonti, che appaiono bene informate, parlano di uno spostamento in massa dei detenuti tossicodipendenti dal Carcere di San Tammaro e da quello di Poggioreale nel nuovo carcere di Aversa. Le ragioni dello spostamento sono ovviamente legate al sovraffollamento delle suddette carceri, che al momento ospitano centinaia di piccoli delinquenti condannati per reati che prevedono pene inferiori ai quattro anni.
Di questo spostamento se ne dovrebbe occupare in un prossimo futuro la “Direzione generale dei detenuti e del trattamento” che fa capo al Ministero della Giustizia.
Questa Direzione si occupa in particolare dell’assegnazione e del trasferimento dei detenuti e degli internati nelle varie strutture carcerarie (compreso gli OPG, le case lavoro e le colonie agricole) sia su istanza degli stessi detenuti, per motivi familiari, di studio o di lavoro, per esigenze d’incolumità personale, per ragioni di giustizia o legate alla concessione di misure alternative alla detenzione o, come nel caso dell’Istituendo I.C.A. di Aversa, per sovraffollamento delle carceri che li ospitano.
In realtà, per dovere di cronaca, dobbiamo precisare che non tutte le fonti sono d’accordo con la tipologia dell’istituendo I.C.A.
Altre voci, infatti, fanno riferimento al contenuto del cosiddetto provvedimento salva carceri. Nell’ambito di tale provvedimento era stata disposta la chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari (OPG) entro il 31 marzo 2013 con il transito delle persone internate in strutture sanitarie gestite dal Servizio sanitario nazionale.
Il provvedimento, la cui reale attuazione come il solito ritarda, prevede il superamento degli O.P.G. tramite la realizzazione, a cura delle regioni, di strutture idonee a ospitare i pazienti provenienti dagli OO.PP.GG.
Una volta liberato l’O.P.G. (in questo momento sono ospitati poco più di 150 persone, contro le 400 di qualche tempo fa) e basandosi su quanto prevede la legge 21 aprile 2011, n. 62 e s.m.i. che ha introdotto gli Istituti a custodia attenuta per detenute madri (I.C.A.M.) non è da escludere che sia proprio questa la tipologia di “ospiti” che affolleranno la nuova struttura.
Continueremo a seguire la vicenda. Nel mentre non possiamo non far notare il silenzio di tomba che ha circondato tutto l’affaire.
Nessun commento dal primo cittadino, nessun commento da ex amministratori, parlamentari, politici o capipopolo, nessuna rivendicazione di primogenitura (com’è già accaduto in passato per il Tribunale). Mi chiedo e vi chiedo: come mai?
UGO PERSICE PISANTI – www.aversanews.it
{fcomment}