La società di Spezzaferri non smentisce la sua possibile “retrocessione” in località Caserta, una cittadina dell’entroterra campano…
All’inizio dello scorso mese di aprile, il presidente dell’Aversa Normanna Giovanni Spezzaferri ed il direttore generale Alfonso Cecere affermarono di voler lasciare le redini dell’Aversa Normanna a fine stagione. “Dopo aver ottenuto successi impensabili, ci siamo accorti che abbiamo perso la partita più importante: quella di avvicinare la città alla squadra. A questo non ci sono più le motivazioni per continuare. Farò il possibile per mantenere la squadra in Seconda Divisione e poi vado via. A fine stagione mi siederò intorno ad un tavolo, insieme a tutti quelli che si sentono coinvolti in questa esperienza, e decideremo le modalità della mia fuoriuscita. Ad oggi è impensabile che io possa continuare a gestire una società di calcio ad Aversa”. Queste furono le parole del presidente Spezzaferri ed ora, che l’obiettivo della salvezza è stato raggiunto, è arrivato il momento della verità. E’ arrivato il momento che, istituzioni locali, politici, imprenditori, commercianti, società civile, cittadini e tifosi, discutano insieme se è possibile continuare a fare del calcio professionistico ad Aversa. Per tale ragione l’Aversa Normanna, insieme all’Amministrazione Comunale, invita tutti i soggetti sopra menzionati a partecipare all’incontro che si terrà venerdì 5 giugno alle ore 17 nell’aula consiliare del Comune. “La nostra è una perentoria richiesta di un maggiore coinvolgimento da parte di tutti al progetto Aversa Normanna”, afferma ancora il presidente Spezzaferri. “Bisogna capire che il calcio a livello professionistico ad Aversa si può fare solo se è sostenuto dall’intera città. Il calcio dà una visibilità positiva al nostro territorio, rappresenta la nostra città e tutti devono sentirsi coinvolti, dai tifosi, sino ai nostri maggiori rappresentati politici. Noi non abbandoneremo se la città dimostra di volere questo progetto”. In una nota la società di Via Riverso precisa anche che: “nell’attesa, quindi, dell’incontro con la città ed in merito ad alcune voci di un suo passaggio a Caserta, la dirigenza normanna precisa che le uniche fonti da cui ricavare informazioni certe sul futuro del calcio ad Aversa sono i comunicati stampa e le dichiarazioni ufficiali in essi contenuti”. A leggere questa sibillina affermazione non è da escludere che anche i vertici della società granata si casertanizzino, la fissazione verso quella località dell’entroterra campano da parte di chiunque svolga un ruolo pubblico nel capoluogo normanno è così diffusa che meriterebbe uno studio sociologico, speriamo che quest’attrazione verso quella cittadina non abbia contagiato anche l’ingegnere Spezzaferri ed i suoi compagni di cordata. Sarebbe una delusione sapere che anche loro sono affetti da quell’ipnosi collettiva che avvolge certi aversani, i quali con tutti i posti che esistono al mondo si sono fissati per Caserta.