Noi non capiamo cosa si provi a riempirci di frottole: Napoli sarà ripulita in tre giorni! Ci saranno isole ecologiche, raccolta differenziata, l’esercito ripulirà tutto in breve tempo. Noi purtroppo siamo solo bambini di 10 anni e quindi non possiamo fare niente. Solo protestare, ma inutilmente perché tanto nessuno ci ascolta. Forse non sanno che i rifiuti non causano danni solo alla natura ma anche e soprattutto a noi stessi.
Napoli ormai è diventata l’isola che non c’è! Un tempo era uno dei posti più belli da visitare ma oggi i turisti quando arrivano vedo cumili di rifiuti grandi come palazzi. Per strada la mattina è una lotta arrivare a scuola. Strade bloccate dai cassonetti, rifiuti che galleggiano nell’acqua nelle giornate di pioggia, cortei di donne e bambini che protestano. Ci sono poi i soliti incivili che credono di risolvere il problema bruciando i rifiuti. E allora torri di fumo si alzano verso il cielo e nelle case un odore acre di plastica bruciata ti soffoca. La nonna di un nostro compagno si lamenta perché è arrivata la tassa dei rifiuti da pagare, ma i rifiuti sono ancora sotto le nostre case. Che beffa pagare per un servizio che non si riceve! Per tutti noi vivere in Campania è diventata una gara di sopravvivenza. Ci vergognamo molto di vivere qui: l’aria è inquinata, il comune ci dice solo bugie, la raccolta differenziata è un’ utopia. Abbiamo visto una foto su internet in cui Babbo Natale esclamava: “Oh no! Come farò a trovare il mio sacco con tutti questi sacchetti di rifiuto?” Così gli altri ragazzi prendono in giro noi bambini napoletani e cresce la voglia di diventare grandi per prendere in mano la situazione e provare a risolvere il problema. Chiediamo giustizia. Come possiamo vivere così? Chiediamo che avvenga una vera rivoluzione. Scenderemo anche noi in strada per aiutare a ripulire la nostra città se ce n’è bisogno ma lo Stato deve intervenire. A scuola abbiamo imparato come si fa la raccolta differenziata, ora ciò che ci manca è iniziarla. Basta chiacchiere, basta promesse. L’isola che non c’è può ritrovare i suoi colori. Chiediamo una città migliore in cui non morire per il cattivo odore!

Quinta primaria della Scuola “Adelante” di Giugliano