Salvatore Natale, indagato per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, ritenuto dagli inquirenti il capo dell’organizzazione che gestiva il traffico di droga tra Caivano, Casal di Principe, Santa Maria Capua Vetere e San Prisco, dopo l’arresto di lunedì notte, si è difeso respingendo le accuse.
Natale, conosciuto in zona come «lo zoppo», a causa dell’amputazione di una gamba avvenuta dopo un incidente stradale, ha dichiarato davanti al gip: «Quello intercettato non sono io, da quando sono stato scarcerato, vivo della mia pensione di invalido, non ho intrapreso alcuna attività illecita e, se ho avuto contatti con i Prece è stato solo perché sono figli di un mio cugino defunto e non ho notizia di cosa facciano nella vita».
Gli inquirenti invece, attribuiscono all’arrestato ben quattromila intercettazioni telefoniche e centinaia di sms, caratterizzati da un anomalo contenuto erotico, che secondo il gip Isabella Iaselli, sarebbe un linguaggio in codice, per eludere i controlli e per fissare appuntamenti durante i quali veniva venduta droga.
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