“Prima cosa, domani si viene a scuola”, così ha dichiarato il preside del Liceo Scientifico ‘Fermi’ di Aversa, Umberto Mazzarella, a poche ore dall’esplosione di un ordigno di tipo pirotecnico, ma con un notevole potenziale pirico (quasi un chilo di polvere in un tubo di ferro a forma di cilindro) che ha provocato danni all’edificio e sette contusi.

La violenta esplosione si è verificata in quello che sembrava un normale martedì mattina, a pochi giorni dall’inizio delle festività pasquali. Alcuni studenti hanno riportato ferite e problemi all’udito ed hanno dovuto far ricorso alle cure dei sanitari del locale ospedale. Dei sette ragazzi rimasti feriti, la più grave è una ragazza di 16 anni, alla quale sono stati applicati dei punti di sutura sulla testa. Se la caveranno in pochi giorni di cura e riposo. L’esplosione si è verificata alle 8,30 nei bagni della scuola, che sono stati devastati, ed ha investito alcuni degli studenti che stavano transitando nei corridoi per raggiungere le aule. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco e le forze dell’ordine. Ancora oscuri i motivi del gesto: gli inquirenti seguono tutte le piste, da quella della criminalità a quella della bravata. “Seguiamo tutte le piste”, ha detto il procuratore aggiunto del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Paolo Albano. “La scuola non è mai stata oggetto di atti intimidatori. Non si tratta di una ragazzata, ma qualcosa di più, l’esplosione poteva avere effetti ben più gravi”. Secondo le testimonianze raccolte dagli agenti del commissariato di Aversa, un giovane sconosciuto sarebbe stato visto uscire dal liceo Fermi subito dopo l’esplosione. Gli investigatori hanno a lungo sentito la ragazza che stava entrando nel bagno del liceo scientifico Fermi di Aversa qualche momento prima dello scoppio. L’odore della miccia accesa l’ha costretta a indietreggiare e ad allontanarsi dal luogo dello scoppio. La ragazza ha raccontato di avere visto poco prima dell’esplosione un uomo sui 35-40 anni, con cappello e zainetto, allontanarsi dal bagno e dirigersi verso una delle sei uscite dell’Istituto. La circostanza è al vaglio degli inquirenti. Non è stato ancora possibile avanzare ipotesi sul movente dell’attentato. Il preside ha ribadito ai giornalisti che non erano in corso lavori, non erano previste gare d’appalto, insomma non vi erano condizioni per spingere la malavita organizzata della zona ad agire per una intimidazione. L’ordigno, di fattura rudimentale, secondo gli artificieri della polizia non era peraltro del tipo utilizzato abitualmente dalla camorra per compiere attentati, quindi farebbe spostare l’attenzione su una bravata di un gruppo di studenti per anticipare le festività pasquali. I rappresentanti del mondo della scuola, il dirigente scolastico regionale della Campania, Alberto Bottino, quello provinciale, Antonio De Angelis, il preside, Umberto Mazzarella, sono convinti che la migliore risposta da dare ai responsabili dell’esplosione dell’ordigno nel liceo ‘Fermi’ di Aversa, sia quella di riprendere la normale attività didattica. E domani, mercoledì, ha assicurato l’assessore provinciale alla Pubblica Istruzione, Enrico Milani, insieme con i ragazzi ci saranno anche autorità politiche e scolastiche, tra cui l’assessore regionale alla Pubblica istruzione, Gabriele. Una maniera, ha spiegato Milani, per rappresentare vicinanza e solidarietà agli studenti. L’assessore provinciale Milani, giunto sul posto, ha affermato: “Siamo sollevati dalle notizie che giungono sullo stato di salute dei ragazzi e stiamo lavorando per far fronte ai danni provocati, affinché domattina la scuola riapra regolarmente”. Il preside dell’istituto, Umberto Mazzarella, non riesce a dare una spiegazione all’episodio. “Non capisco la ragione di un simile gesto”, ha detto, “la risposta migliore di fronte ad un atto simile è tornare a scuola, e quindi alla normalità, già da domani”. “Esprimiamo forte indignazione per quanto accaduto al liceo scientifico di Aversa, però non ci abbandoniamo a facili allarmismi. Le scuole della nostra provincia sono sicure sotto il profilo strutturale e fino all’episodio di stamane anche prive di pericolo sotto il profilo della sicurezza. Per questo motivo sosteniamo lo sforzo delle forze dell’ordine e chiediamo la massima collaborazione con le autorità di polizia a quanti possono concorrere ad individuare i responsabili del gravissimo episodio”, così ha commentato il presidente della Provincia, Sandro De Franciscis quando ha appreso la notizia. De Franciscis ha avuto un colloquio telefonico con il questore, Mario Papa e con il dirigente scolastico dell’istituto, Umberto Mazzarella. Alla Provincia e al liceo “Fermi” è arrivato anche il messaggio di solidarietà degli studenti, dei docenti e del dirigente scolastico del liceo classico “Ivo Oliveti” di Locri: “Siamo venuti a conoscenza del grave atto di violenza gratuita e vile”, scrivono i ragazzi di Locri ai colleghi di Aversa, “che è stato compiuto nel vostro istituto da delinquenti privi di qualunque senso civico. Vi siamo vicini e vi esprimiamo la nostra sentita solidarietà, per l’esperienza che abbiamo fatto a Caserta, con tutte le scuole del territorio, su iniziativa dell’Amministrazione provinciale, come testimonianza dei valori condivisi della legalità. Con l’augurio che tali atti non si verifichino più, che i valori della legalità e del reciproco rispetto si diffondano con sempre maggiore convinzione, anche tra gli studenti, vi salutiamo con amicizia e stima”.