palomba tina buona

La cronista Tina Palomba nel mirino dei clan, nei giorni scorsi un camorrista è stato arrestato per aver minacciato Marilena Natale, costretta a nascondersi. A loro è giunta solo la solidarietà dei colleghi e di nessun altro. Dove sono i professionisti dell’Antimafia?

natale_marilenaPer la seconda volta in poche settimana la Camorra compie un atto di guerra contro la stampa libera, questa volta a finire nel mirino è stata la giornalista Tina Palomba, già in passato destinataria di minacce. Ci scusino i lettori, ma non riusciamo ad essere sereni nello scrivere questi articoli, vediamo persone con le quali abbiamo condiviso intensi momenti professionali essere vittime dell’antistato che si fa stato, e questo provoca effetti emotivi che non possiamo evitare. Terra di Lavoro per i cronisti è più pericolosa dei fronti di guerra, ma nessuno vuole ammettere che un pezzo d’Europa sia in questa condizioni. I soliti ignoti ieri sera hanno incendiato la macchina della nostra collega, un’Audi A3, lanciandole contro due bombe molotov. Chissà se sarà o meno un caso, ma sul posto è stata trovata una copia del Corriere di Caserta, il giornale per cui lavoro, risalente al 17 aprile scorso. Evidentemente si tratta di un messaggio chiaro. Il fatto è avvenuto a San Prisco, dove la cronista vive con il suo compagno. Tina Palomba sarà interrogata oggi dalla Procura di Napoli, non è la prima volta che finisce nel mirino ma in passato si sono limitati alle parole. Solo qualche giorno fa, la giornalista Marilena Natale della Gazzetta di Caserta è stata costretta, dopo aver rifiutato la scorta, ad allontanarsi dalla Campania. I Carabinieri hanno arrestato un esponente del Clan dei Casalesi perché l’aveva minacciata pesantemente a causa dei suoi articoli, tanto che la donna era stata costretta a rifugiarsi nella caserma di Casal di Principe. Marilena Natale, Tina Palomba e Rosaria Capacchione, (ma ci sono anche altri colleghi in passato finiti nel mirino dei boss) sono donne professionalmente “rivali” e molto diverse tra loro, ma hanno unico difetto scrivere dei fatti camorra con coraggiosa naturalezza perché fanno semplicemente il loro lavoro, le giornaliste, ma come accade a Kabul, a Bagdad, o in altri tra i luoghi più disgraziati della terra ciò non è permesso. Sono donne e sono pure coraggiose, un affronto che i mammasantissima non possono accettare da chi è armato solo di penna. La cosa schifosa è che ad eccezione del caso di Rosaria, che è più noto perché è una professionista che lavora per una testata blasonata, per Tina e Marilena si tende a far finta di nulla, non contano perché i loro giornali sono ritenuti troppo trash, cosa che potrebbe essere condivisibile ma che non può portare queste donne ad essere considerate carne per i macellai della Camorra.

Salvatore Pizzo

(in alto Tina Palomba, in basso Marilena Natale)