La tenacia e lo spirito di squadra dei dipendenti della Italcables di Caivano, ha dimostrato che le cose anche in un periodo molto complesso come quello attuale possono essere cambiate.

I 51 dipendenti dell’azienda portoghese che produceva cavi d’acciaio per infrastrutture, dopo due anni di cassa integrazione e mobilità, hanno deciso di rimboccarsi le maniche e salvare l’azienda e il proprio futuro dal fallimento. Così, i 45 operai e i 6 funzionari hanno versato 25mila euro della mobilità aderendo ad un’iniziativa straordinaria che ha ben pochi precedenti nel nostro Paese. L’acquisto  della società di cui sono stati a lungo dipendenti è stata un’impresa davvero notevole in tempi di crisi, che ha visto la rinascita di una cooperativa sulle ceneri della vecchia società con un fatturato di 50 milioni annui. Un nuovo logo ed un nuovo nome “Wbo Italcables”, dove Wb sta proprio per “Workers buyout”,  fenomeno dei dipendenti che acquistano le società per cui lavorano.

L’iniziativa ha trovato il sostegno prima di Banca Etica e del fondo di promozione della Lega Coop, Coopfond, che ha investito circa 300mila euro, seguito da Cfi, la società partecipata del ministero dello Sviluppo economico specializzata in questi progetti, cui si è aggiunto un milione e 275 mila euro dei lavoratori.

Adesso i 51 investitori pagheranno il fitto del ramo d’azienda per 3 anni, per poi saldare con una maxi rata finale e acquisire i 75 mila metri quadri dello stabilimento, diventando definitivamente i nuovi proprietari.

La prima commessa per la Wbo Italcables, che ha rimesso in moto le macchine dell’azienda, è arrivata dagli Stati Uniti, altri ordinativi sono poi giunti dall’Europa, da Malta e dal Nord Italia.

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Di e.p.