Il governo dell’ippica italiana sta per entrare in una nuova fase, il Ministro delle Politiche Agricole De Castro ha deciso che il nuovo commissario dell’Unire (Unione Incremento Razze Equine), l’ente che governa il settore, sarà Guido Melzi d’Eril (nella foto). Si tratta di un ritorno, perché Melzi è stato già alla guida dell’ente all’epoca del precedente governo Prodi. Il neo commissario eredita un settore fatto a pezzi dalla gestione uscente, pieno di debiti nonostante le corse dei cavalli siano una macchina per far soldi.

Il problema principale sono i mancati versamenti di molte agenzie ippiche, che hanno sì incassato le giocate ma non hanno versato il dovuto all’ente, lasciando così a secco il settore che per questo attraversa una grave crisi. Una situazione che è andata avanti grazie al benestare del potere politico, quindi di fronte a questo scenario che rischia di mettere in ginocchio un settore che da mangiare a 50mila famiglie, e che nel nostro territorio è molto importante, e sicuruamente meglio Melzi che quelli che c’erano. Tuttavia il ritorno di Melzi è un‘incognita per la nostra realtà, lo ricordiamo quando da Presidente dell’Unire voleva vietare l’ingresso nelle scuderie dell’ippodromo di Aversa persino ai proprietari dei cavalli ed ai loro parenti, e lui che è uomo di ippica sa bene che una cosa del genere allontana le persone non le avvicina. Provvedimenti simili non sono stati presi in nessun impianto, solo ad Aversa, si lamentava l’infiltrazione della criminalità, e perché altrove cosa avviene? Sta alla polizia arrestare i delinquenti, e non all’Unire mettere alla porta la gente per bene. Complessivamente Melzi non potrà fare altro che bene all’ippica italiana, ma se ci saranno comportamenti penalizzanti e discutibili per Aversa, che di soldi all’ippica ne porta e non ne toglie, quelli che ne saranno ritenuti responsabili risiedono in ambito politico, perché certe cose si possono fare solo con il silenzio assenso dei politici. Sappiamo benissimo che sottrarre quote di mercato ad Aversa significa giovamento per altre strutture ben più considerate dalle istituzioni, ma gli altri hanno capacità di rendimento minori rispetto a quelle nostrane.

Salvatore Pizzo