La Questura ha disposto la scorta a tutela della giornalista del “Mattino” Rosaria Capacchione che, insieme ai giornalisti del Corriere di Caserta Tina Palomba, Domenico Palmiero, al magistrato Raffaele Cantone ed allo scrittore Roberto Saviano, è stata destinataria di minacce formulate da due boss del Clan dei Casalesi, durante un’udienza del processo ‘Spartacus’. Relativamente agli atti intimidatori del Clan dei Casalesi, nei giorni scorsi l’ex parlamentare dei Ds Lorenzo Diana,

già componente della commissione nazionale antimafia ed assessore del Comune di San Cipriano d’Aversa negli anni ‘80, ha rilasciato un’intervista a Tania Passa di Articolo 21. L’ex senatore ha parlato delle minacce subite da lui e della vicenda che portò all’arresto dell’ex editore del Corriere di Caserta, che secondo le accuse avrebbe minacciato di “attaccarlo” usando il giornale, ma da quanto è noto non per fatti legati direttamente alla Camorra ma per ottenere proventi pubblicitari. Una brutta storia, ma adesso che giornalisti dello stesso Corriere di Caserta hanno dimostrato, grazie alla loro professionalità, che evidentemente non è congruente con i comportamenti ascritti al loro editore, sono finiti nel mirino dei Casalesi, sarebbe stato un atto di onestà intellettuale, da parte di Diana, esprimere anche a loro la solidarietà che nell’intervista, giustamente, esprime a Rosaria Capacchione.

Salvatore Pizzo