Quelli di Gomorra hanno ingaggiato (presunti) criminali, adesso versino soldi
alle vittime della Camorra.
Proposta di Gasparri (Pdl)

Giovanni Venosa, uno degli uomini ritenuti affiliati al Clan dei Casalesi che hanno fatto parte del cast del film Gomorra, sarebbe stato il dominus dello spaccio di droga a Pinetamare. Ciò almeno secondo le rivelazioni fatte agli inquirenti da Massimo Iovine, anche lui ritenuto legato all’organizzazione. Venosa, arrestato mentre era in “permesso premio” in quanto già detenuto presso una casa lavoro di Modena, è ritenuto vicino al boss Francesco Bidognetti alias “Cicciotto e Mezzanotte” ed è noto agli inquirenti anche per essere il nipote di Luigi Venosa, altro elemento di spicco del clan, noto come “Gigino O’Cucchiere”. Il film Gomorra ha dato lavoro anche ad altri personaggi coinvolti in fatti di malavita, come un altro presunto affiliato al Clan dei Casalesi, Bernardino Terracciano. Nel film hanno recitato anche due presunti pusher, accusati dal pentito Maurizio Prestieri, ed un’altra comparsa che ha avuto altri problemi di malavita. E’ strano che elementi di spicco dei Casalesi abbiano partecipato senza chiedere l’assenso dei “masti”, i quali pretendono un “regalo per i carcerati” (il racket delle estorsioni) da parte di chiunque in zona svolga attività economica. In questo caso non ci sono stato richieste del racket, tanto che qualche Casalese ha guadagnato un ingaggio cinematografico, eppure l’autore del romanzo da cui è stato tratto il film asserisce di essere stato minacciato dal Casalesi, è strano prima dei loro affiliati prestano la faccia, poi si arrabbiano. Qualcuno che si atteggia a fare il “minacciato” scenda dal piedistallo. Addirittura il senatore di An Maurizio Gaspatti ha detto: “Mi chiedo: quanti dei miei soldi hanno finanziato dei criminali? Non e’ un paradosso. Ho appreso, infatti, che nei giorni scorsi un terzo interprete del film e’ stato arrestato perche’ camorrista. Non vorrei, in sostanza, che anche una minima quota dei diritti d’autore che si incassano sul libro e sul film siano andati a remunerare dei delinquenti. Saviano si e’ occupato di questo? Chi ha scelto gli attori di quel bellissimo film? E’ vero che bisognava descrivere una realtà estrema, ma era proprio necessario assumere dei delinquenti? E perchè non si apre un dibattito su questo fatto, piuttosto che criticare il film in quanto tale?”- ha continuato Gasparri “lancio una proposta a Saviano, il cui coraggio è d’esempio per tutti gli italiani: perchè non devolvere, ammesso che non l’abbiano già fatto, almeno una parte dei copiosi diritti d’autore sulle vendite del libro, sugli incassi del film, sulle vendite del dvd alle vittime della camorra? Sarebbe un bel gesto riparatore dopo i tre attori criminali stoltamente ingaggiati". Infatti è strano la teoria che si vuole far passato: vorrebbero uccidere l’autore di un romanzo per le cose che ha scritto, ma contribuiscono a rendere efficace il film che rappresenta il libro. Qualcuno dice le bugie.