Questa mattina si è conclusa l’udienza, con rito abbreviato, del procedimento a carico di Umberto, Raffaele, Salvatore e Pietro Paolo Venosa e Vincenzo Carannante, accusati dell’omicidio di Pasquale Pagano e Paolo Coviello, che viaggiavano in un’auto simile a quella dei boss del clan dei casalesi.
Il pm della Dda, Luigi Landolfi, per il delitto avvenuto il 26 febbraio del 1992 a Casapesenna, ha chiesto 12 anni di carcere a testa per i Venosa, tutti pentiti, e 20 anni per Carannante. La sentenza é prevista nel pomeriggio.
Le due vittime furono uccise per un errore di persona da parte dei sicari, che avevano come reale obiettivo gli affiliati al clan di Francesco Schiavone, Alfredo Zara e Domenico Frascogna. Un abbaglio che distrusse due famiglie. Proprio i familiari delle vittime, otto di Pagano e cinque di Coviello, tutti presenti in aula questa mattina, si sono costituiti parte civile insieme al comune di Casal di Principe, l’ente infatti, ha deciso di costituirsi per il danno di immagine procurato dalla condotta criminale del clan dei Casalesi. Per i figli di entrambe le vittime all’epoca dei fatti non ancora adolescenti, il lungo calvario si è protratto, insieme agli altri familiari, per ben 23 anni.
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