Il Commissario straordinario dellUnire, lente del Ministero delle Politiche Agricole che sovrintende al comparto ippico, ha convocato per domani alle 15 una riunione per affrontare le vicende che stanno interessando lIppodromo Cirigliano di Aversa. Allassise sono stati invitati i rappresentanti delle categorie ippiche, la Saita, società proprietaria dellippodromo, e vi prenderanno parte anche esponenti del Ministero dellInterno per quanto afferisce alle competenze di pubblica sicurezza.
Da lunedì 5 gli ippici hanno dichiarato di astenersi a tempo indeterminato dalle attività, perché talvolta elementi esterni minaccerebbero i driver per alterare i risultati delle corse. Il Cirigliano dà lavoro ad una filiera importante del nostro territorio, è leader di mercato a livello nazionale, e non è un mistero che se esso chiudesse altri impianti ne guadagnerebbero perché vedrebbero assegnarsi la dotazione economica ed il bouquet di corse che adesso si svolge ad Aversa, quindi la questione Camorra, che sicuramente esiste e nessuno lo nega, è spesso sbandierata in maniera demagogica al fine di strumentalizzare. Una sorta di sciacallaggio, è domani sarà facile individuare chi sono gli sciacalli, si capirà da ciò che andranno a sostenere. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato uno strano provvedimento della giuria dellUnire, che ha sospeso per 40 giorni un gruppo di driver che sarebbero vittime delle minacce malavitose, è possibile che dei giudici sportivi prendano una decisione di questo tipo senza essere sanzionati a loro volta. Ciò ha fatto sì che i driver non sentendosi più tutelati da nulla e nessuno scendessero definitivamente sul piede di guerra, chi è perché ha voluto un simile provvedimento? Domani chi non invocherà protezione da parte dello Stato ma la chiusura fine a se stessa del Cirigliano sarà in malafede, e spesso in queste cose ci sono dei mandanti portatori di interesse. Il problema non è solo del Cirigliano, ma per diversi aspetti riguarda tutta lippica italiana, e noi gireremo lItalia per raccontare.
Salvatore Pizzo