Ieri al Napoli si è svolto il prosiguo dell’udienza preliminare relativa alla colonna parmigiana del Clan dei Casalesi, una donna convivente di uno dei personaggi della Parma bene coinvolti nell’inchiesta, ha patteggiato un anno e quattro mesi (pena sospesa). L’indagine della Direzione Distruttuale Antimafia d Napoli ha portato alla luce i legami tra il clan capeggiato dalla primula rossa Michele Zagaria (nella foto) ed i colletti bianchi delal città emiliana,

i quali hanno aiutato l’organizzazione criminale a riciclare i soldi intrisi del sangue della nostra gente, per lo più in attività immobiliari rendendo acora più opulenta la città ducale che sembra essere diventata una sorta di nuova Svizzera, lava più bianco. Fino ad oggi sono stati sequestrati beni per 50 milioni di euro, tra cui anche cinque agenzie immobiliari che facevano riferimento ai parmensi Aldo ed Andrea Bazzini, padre e figlio, il più giovane ha già patteggiato 2 anni per queste vicende. L’inchiesta sta toccando pesantemente anche la politica, sono indagati il consigliere regionale campano dell’Udeur (già candidato alla Camera) Vittorio Insigne, l’ex assessore parmigiano (socialista) Alfredo Stocchi che adesso fa l’agente immobliare, è stato interrogato, in qualità di testimone, Giovanni Bernini, presidente uscente del Consiglio comunale di Parma, già consigliere del Ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi e da poco riconfermato consigliere, in quota Forza Italia, nella coalizione che ha vinto le elezioni comunali nella città emiliana. A lui gli inquirenti napoletani coordinati dal Pm Raffaele Cantone hanno sequestrato l’agenda, perchè stando a quanto emerge dai riscontri degli investigatori, su richiesta di Stocchi avrebbe incontrato Pasquale Zagaria fratello del superboss Michele.

Salvatore Pizzo