Per decenni ci siamo illusi, ci siamo bevuti tutti gli intrugli che imbroglioni, lestofanti, truffatori, incapaci – vestiti da politicanti – ci hanno offerto. Il risultato è noto in tutto il mondo, siamo la regione-monnezza del mondo, siamo ormai noti come dementi, sozzoni, servi di padroni scellerati. Ma a nostro avviso il problema primo e più grave per noi è quello della camorra: un problema sociologico, antropologico, economico.

Per noi quello della criminalità organizzata non è più un tema da aule giudiziarie o da contrasto morale e politico. Le cosiddette Istituzioni dello Stato non solo hanno fallito ma si sono accordate prima e accodate poi al potere malavitoso. La Magistratura ( o meglio Inquisizione a comando) o la evita o fa finta di indagare a ritmo di gambero. Persino la Chiesa ha evitato per decenni di contrastarla. Alcuni preti sono arrivati a dire che la camorra non esisteva, mentre altri hanno preso soldi dalla camorra per costruire chiese. La società campana v’è sottomessa: alcuni decenni fa vi erano Scuole di Specializzazione a numero chiuso con tot posti riservati ai raccomandati della camorra. Per non citare tutti gli appalti che sono stati vinti da ditte extraregionali che per poter lavorare hanno dovuto dare in subappalto i lavori a ditte della camorra o protette dalla criminalità organizzata. Almeno nelle Province di Napoli e Caserta – anche in zone non particolarmente felici – le case costano tanto perché alcune o diverse decine di migliaia di euro vanno alla banda che gestisce quel territorio. Per non parlare degli appalti ospedalieri, delle costruzioni pubbliche e via scrivendo per chilometri. Come si è arrivato a tutto ciò? Perché come ogni forma tumorale la camorra ha puntato a distruggere, a sostituirsi ai tessuti sani o normali. Grazie alla devastazione del territorio con cementificazioni di ogni tipo, tramite lo sviluppo delle monnezze e dell’accoglimento dei rifiuti di tutti i tipi e da ogni parte d’Italia,e con il grande business del mercato delle droghe il tumore-camorra ha devastato la Campania nel suo territorio, nella sua storia, nelle aspettative dei giovani, in una crescita pari alle Regioni ‘normali’ d’Italia e d’Europa. Da tempo definiamo la Campania un Vicereame delle Camorre. Cosa fare? Innanzitutto studiare la camorra da un punto di vista sociologico, antropologico ed economico. La camorra ha infatti assunto in molte zone di grandi città ed in interi territori la caratteristica distintiva e dominante della popolazione. Nella mentalità, nel linguaggio, nell’agire tutto è impregnato di prepotenza, di arroganza,di sopraffazione. Si impone ‘ovviamente’ la forza bruta e bestiale all’ingegno, ai sentimenti, all’educazione, alla normale dialettica civile. Domina chi ha capacità di fare più soldi, chi non ha scrupoli, chi è più pronto e sadico nel minacciare, fare violenze, uccidere. E la cosa non è per nulla dissimile dal mondo della politica e della finanza senza scrupoli. L’analisi antropologica darebbe grandi ed interessanti dati per una migliore comprensione dell’evoluzione biologica e culturale del singolo portato a delinquere. D’altronde lo sviluppo della citologia e della genetica darebbero un grande contributo in tal senso. Recentemente scrivevo dei mostri presenti entro ed attorno a noi tutti. D’altra parte non è più una novità che l’uomo contenga in se comportamenti animaleschi, bestiali (violenza cieca) e mostruosi (azione desiderata di crimini estremamente efferati). La cronaca quotidiana degli ultimi decenni a ritmo crescente conferma queste ipotesi. Pertanto nella nostra Regione – e ce ne per tutti gli studiosi di buona volontà – si sono concentrate nel tempo personalità dedite all’esaltazione della bestialità e della mostruosità. L’equivalente in medicina è il tumore. In Campania è aumentato il potere della politica più indegna ed incapace e della criminalità più sfrenata, sono diminuite le difese individuali e collettive verso tutti i tipi di aggressioni fisiche, morali, emozionali, psicologiche. La crescita tumorale per nuovi tipi e per inaspettate aggressività è la più alta del mondo. Come per i tumori la criminalità tende a depredare tutto ciò che può fare loro profitto, che può servire. Il contrasto a questa devastazione è nella nascita di nuove bande ( nuovi tumori) che contrastano quelle dominanti ( v. faida di Secondigliano etc..). mai nasce dalle cosiddette forze sane, dalle Istituzioni. Per fortuna che altrove – si badi bene altrove e non in Campania – la Scienza e la Ricerca sta scoprendo come agire su questi tumori, dal di dentro, determinando il blocco della crescita senza sosta e senza scopo e favorendo l’implosione di quanto non si riesce a bloccare. L’ultima sfida che una società civile determinata può portare al tumore-camorra è sul piano economico. Occorre dimostrare con i numeri che tanta forza, tanta determinazione, tanto accanimento – se ben indirizzato – rende molto di più di quello che ha reso il tumore-Camorra in Campania in questi decenni. Con grandi vantaggi per tutti e non per pochissimi, con risanamenti radicali e profondi della natura, delle coscienze individuali e del viver comune. Si potrà così investire nel futuro dei giovani e dei bambini, anche dei figli e nipoti dei camorristi, attualmente destinati ad una vita di ignominia, di violenze, di sopraffazioni, di bestialità e mostruosità. In termini religiosi potrete chiamarla conversione, in termini scientifici è la trasformazione, la mutazione di geni e proteine verso attività utili agli organi ed all’organismo intero cui si può comparare una comunità di uomini. In termini civili è la libera-azione individuale e collettiva dalle servitù e schiavitù di ogni genere e grandezza.

Gennaro Mariniello