Si appresta a sbarcare nel nostro territorio il gruppo bancario francese Credit Agricolè che recentemente ha definito lacquisizione di 645 filiali di Intesa- San Paolo Imi, che le due banche, a causa delle prescrizioni dellantitrust, hanno ceduto dopo la fusione. Tra le filiali provenienti da San Paolo Imi ci sono anche quelle dello storico Banco di Napoli, precedentemente inglobato dalla banca torinese. In Campania il passaggio sotto le insegne francesi riguarda 65 filiali, di queste sette sono nel nostro territorio:
due ad Aversa, le altre a Giugliano, Teverola, Trentola Ducenta, Frattamaggiore e Casoria. Dopo Deutusche Bank sarà la seconda banca straniera ad essere direttamente presente nel nostro territorio. Ieri a Parma Credit Agricolè ha presentato i dettagli dellintegrazione di Cariparma (ex Banca Intesa) e Friuladria, controllate alle quali potrebbero essere destinate le sette filiali nostrane. Si tratta di un investimento, formalizzato già lo scorso 1 marzo, per 105 milioni di euro che prevede lapertura di 202 nuove filiali nel triennio 2007-2009 e di altre 100 entro il 2010, 450 nuove assunzioni entro il 2007. La Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza è controllata dal Gruppo Crédit Agricole (85%) e da Fondazione Cariparma (15%). I dati sono stati illustrati da Carlo Gabbi – Presidente Fondazione Cariparma, René Carron – Presidente di Crédit Agricole, Georges Pauget – direttore generale di Crédit Agricole, Ariberto Fassati – responsabile di Crédit Agricole in Italia e Presidente di Cariparma, Guido Corradi – amministratore delegato di Cariparma, Giampiero Maioli – direttore generale di Cariparma. La nuova banca che si posizionerà fra i primi dieci player bancari nazionali per dimensione e uno dei migliori relativamente agli indici di efficienza. Il gruppo Cariparma avrà complessivamente 665 filiali e 6.750 dipendenti, sarà presente in 9 regioni italiane (e 45 province), conterà oltre 1.400.000 clienti, per oltre 25 miliardi di euro di raccolta diretta e 43 miliardi di indiretta, 21 miliardi di impieghi. Lacquisizione della partecipazione nella Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza è stata decisa dallOrgano di Indirizzo della Fondazione, con il supporto di PricewaterhouseCoopers Corporate Finance, al fine di rafforzare alcuni presupposti fondamentali e strategici per poter ancor meglio assolvere alla sua mission istituzionale, ha dichiarato Carlo Gabbi presidente della Fondazione Cariparma. Questa operazione consente infatti di attuare una opportuna diversificazione degli investimenti finanziari in aziende bancarie, precedentemente concentrati in un unico asset (la partecipazione in Intesa Sanpaolo S.p.A.), con immutate prospettive di conservazione e di accrescimento del patrimonio; di assicurare la giusta redditività al nostro investimento, alla luce delle performances reddituali conseguite dalla Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza S.p.A. negli esercizi più recenti e alle prospettive della strategia di crescita; di dar vita ad un investimento di lungo periodo, caratterizzato dalla stabilità e dalla coesione dellazionariato, grazie alla fattiva collaborazione ed al positivo corso delle trattative intercorse con Crédit Agricole S.A che ha portato allaccordo parasociale. Sono estremamente felice di avere oggi avuto la possibilità di salutare questa nuova pagina della nostra storia che tiene a battesimo la nascita del Gruppo Cariparma FriulAdria, oggi tra le maggiori banche nazionali in Italia – ha dichiarato René Carron, presidente di Credit Agricole S.A. La collaborazione italiana e francese tra Crédit Agricole, Fondazione Cariparma e tutti gli attori di questa operazione apre una pagina di efficienza per il mercato europeo nel ridisegnare uno scenario di relazioni e integrazioni tra banche di diversa nazionalità ma con valori comuni. Crédit Agricole è in Francia fin dalla sua origine un gruppo estremamente decentralizzato attraverso le Casse regionali dotate di propria personalità giuridica e fortemente radicate nei territori come lo sono Cariparma e FriulAdria. Ognuna delle Casse regionali ha sviluppato una sua intesa relazione di prossimità nel suo territorio, con una parte di responsabilità nello sviluppo della propria regione sia in ambito economico che sociale e culturale. E come presidente di Crédit Agricole, ma anche di una di queste Casse Regionali, sono convinto che è per questa ragione e per questi valori che Crédit Agricole ha saputo agire sul piano nazionale con quelle responsabilità di importante attore economico per un progresso generale. Insisto su questo punto perché penso che sia una delle chiavi di comprensione del nostro Gruppo e perché sono convinto che rispecchi i valori anche di Cariparma e Friuladria. La presenza di Crédit Agricole in Italia non è recente, la nostra esperienza diretta e indiretta in Italia risale a molti anni fa. Tuttavia il progetto per lItalia che abbiamo avviato con Cariparma e FriulAdria è su un piano strategico e operativo del tutto nuovo e si colloca nellambito del progetto di internazionalizzazione che il nostro Gruppo ha avviato poco tempo fa per cogliere le migliori opportunità che si presentano su mercati in rapida trasformazione, ha dichiarato Georges Pauget, direttore generale di Crédit Agricole S.A. Crédit Agricole crede fortemente nel mercato italiano, ne conosce il dinamismo e le grandi potenzialità di crescita. Il modello che Crédit Agricole ha sviluppato fino ad oggi nel campo del retail banking si presenta con grandi chances di successo in Italia e può contare oggi su due delle migliori banche esistenti: Cariparma e FriulAdria. Siamo inoltre convinti di essere il partner ideale per loro. Crédit Agricole è presente in 70 Paesi nel mondo, è la prima banca in Europa per numero di filiali, per numero di clienti, per raccolta diretta e crediti al retail. Il progetto di integrazione che stiamo portando avanti con le banche italiane e che coinvolge limpegno quotidiano di tutte le loro filiali è un progetto di grande rilievo, dato che lItalia rappresenta per noi il secondo mercato dopo la Francia.
Salvatore Pizzo