Tra i tanti “cervelli” costretti ad andare via da Aversa c’è anche la diciottenne Diana Rossi, studentessa di economia all’Università Cattolica Sacro Cuore che da grande vorrebbe fare la manager, approdata da meno di un anno a Milano ha esordito con un exploit che non l’ha fatta passare inosservata. Nonostante sia arrivata da poco nel capoluogo lombardo, si è candidata alle elezioni universitarie ed ha totalizzato ben 300 preferenze. Noi l’abbiamo incontrata.Cosa le manca di Aversa?
Aversa potrà avere anche difetti, ma, oltre ovviamente alla famiglia e alle amicizie che mi sono lasciata dietro e che ancora oggi coltivo, sento tutt’ora la mancanza dell’aria che si respira in questa città. Nonostante io viva a Milano da Settembre, adoro tornare a casa e assaporare il calore, che, nel bene e nel male, noi del sud dimostriamo nei confronti di tutti. Forse qui a Milano non si potrà mai trovare una simile sensazione, in quanto ci si abitua a guardare chiunque attraverso una barriera di freddezza e diffidenza.
Perché ha scelto di studiare a Milano?
Nonostante io ami la Campania ed il sud Italia in generale, mi sarebbe stato indubbiamente più difficile portare a termine i miei progetti e realizzare i miei sogni. Ho preferito, quindi, fare una scelta "egoistica" e allontanarmi da una regione che da questo punto di vista offre poco o comunque indubbiamente meno di altre. Ma il percorso non è ancora giunto alla fine e probabilmente presto sarò nella Capitale.
Quali contatti ha con la città normanna?
Per quanto riguarda le amicizie ho mantenuto molti dei contatti che avevo prima di trasferirmi, rafforzandone persino qualcuno. Inoltre i legami di militanza che contraddistinguono gli animi dei ragazzi che si trovano a fare esperienze come quella d’entrare a far parte di "Azione Giovani" sono importanti e con loro sono certa manterrò sempre quei legami.
Ha incontrato nostri conterranei nel capoluogo lombardo? Ne frequenta alcuni?
Conoscevo già qualcuno di Aversa trasferitosi a Milano come me per studio o per lavoro, e non è mancata l’occasione di incontrarci qui. Purtroppo frequentando università diverse, vivendo situazioni diverse, non abbiamo continuato a frequentarci. Come è giusto che sia, però, essendo questa città piena di giovani studenti fuori sede, ho stretto amicizie che, insieme all’esperienza in sé, mi hanno permesso di crescere ed allargare i miei orizzonti.
Ha iniziato a fare politica in occasione di queste elezioni universitarie, oppure già ha avuto precedenti esperienze?
Questa è stata la mia prima esperienza "diretta", ma essendomi interessata anche negli anni scorsi di politica, non posso dire che sia l’unica e non credo sarà l’ultima.
Continuerà ad essere attiva sul fronte politico?
Per ora non escludo alcuna ipotesi. Mai dire mai.
Per ora non escludo alcuna ipotesi. Mai dire mai.
Cosa vuole fare dopo la laurea?
Ormai in Italia nella maggior parte dei casi non si può esordire con un "voglio fare…". Azzarderò un "vorrei" ricoprire un ruolo manageriale, il che non è solo uno dei miei più grandi sogni, ma anche la cosa più concreta che potrei fare dopo un corso di laurea come il mio.
Il suo futuro sarà ad Aversa?
Non credo che il mio futuro sia ad Aversa, anche perché come ho detto, le mie aspirazioni lavorative sarebbero alquanto limitate. Ma spero vivamente di trovare lavoro a Roma, quindi non eccessivamente distante dalla mia città natale.
Quali sono i pregi, quali i difetti di Aversa?
Aversa è una città con mille pregi ed altrettanti difetti. Se ci si impegnasse per la realizzazione di una città più a misura di giovane, probabilmente persone come me non avrebbero bisogno di cercare un futuro migliore altrove. Va, però, detto che le emozioni che suscita la parte più antica di questa città sono uniche. Sfido chiunque a guardare l´arco dell´Annunziata o visitare Santa Maria a Piazza e non rimanerne estasiati. La città delle tante chiese, la maggior parte delle quali monumentali, eredità di una cultura e di una tradizione incredibili.
Salvatore Pizzo