Allimprovviso si svegliano e vedono che qualcosa non va, tuttavia è comunque positivo che, nonostante il lungo sonno, una volta tanto i politici qualcosa lo fanno. Questa volta riguarda la villa sequestrata 5 anni fa allex primula rossa del Clan dei Casalesi, Francesco Schiavone Sandokan. Limmobile dopo tanto tempo è comunque in uso alla famiglia di Schiavone, il primo a sollecitare un intervento alle istituzioni preposte, qualche settimana fa, è stato il Presidente della Commissione Antimafia Francesco Forgione, poi lo ha seguito a ruota il Senatore giuglianese della Margherita Nello Palumbo, anche lui componente dellAntimafia, che ha dichiarato:
"A seguito della lettera inviata dal Presidente della Commissione Antimafia Francesco Forgione al Ministro degli interni Amato, per chiedere spiegazione in merito all’utilizzo della villa sequestrata cinque anni fa al boss Francesco Schiavone, e attualmente occupata dai suoi familiari, ho ritenuto opportuno contattare immediatamente il prefetto di Caserta, Elena Stasi, che ha assicurato la esecuzione in tempi rapidi dei lavori necessari alla fruizione dell’immobile per fini sociali, dice ancora Palumbo – la vicenda in oggetto ripone al centro dell’attenzione la problematica concernente l’utilizzazione dei beni confiscati – ha aggiunto – sulla quale la Commissione antimafia ha avviato una approfondita riflessione, al fine di individuare modalità più agili e tempi più celeri per la destinazione di tali beni. Dalle audizioni finora effettuate è emerso, infatti che il tempo che decorre dal momento del sequestro, a quello della sua effettiva utilizzazione per fini sociali o istituzionali, è di una durata veramente intollerabile". Il can can politico nel frattempo ha preso piede, successivamente ha preso posizione anche il presidente della commissione Ambiente del Senato, Tommaso Sodano (Rifondazione Comunista), che ha presentato una interrogazione al Ministro degli interni Giuliano Amato, chiedendo al Governo di intervenire "per rendere immediatamente esecutivo il provvedimento di sequestro della villa che apparteneva al boss Schiavone, occupata ad oggi illegalmente dai familiari del capo del clan dei casalesi". Il senatore chiede anche di "individuare le responsabilità di quanto accaduto. Gli immobili oggetto di procedimento di confisca nel 2001 confermato nel 2002 dalla Corte di appello – ricorda Sodano – che a tutt’oggi rimangono nella disponibilità della famiglia del boss mafioso, nel 2004 sono stati persino trasferiti al Comune di Casal di Principe". Sodano nell’interrogazione chiede anche al Ministero di chiarire "quali iniziative intende adottare, affinche’ si provveda a rendere la legge sulla confisca dei beni, troppo spesso ostaggio della burocrazia, effettivamente applicabile, al fine di dare al Paese e ai cittadini un segnale di legalita’ e giustizia".