Dopo la morte dei due ragazzi rom, arsi vivi nel tugurio in cui vivevano alla periferia di Orta di Atella, è iniziata la solita girandola di dichiarazioni dei vari politici regionali e nazionali, quelli locali non li citiamo nemmeno. Ecco la sequela: ”Vicende strazianti come questa ci richiamano tutti a fare di più. Spetta prima di tutto alla politica, istituzioni, forze politiche e sociali, società civile, sapersi far carico di problemi difficili come l’immigrazione e l’aiuto alle fasce sociali più deboli”.

Lo ha detto, in una nota, l’assessore alle Politiche Sociali della regione Campania, Rosa D’Amelio esprimendo rammarico e dolore per la tragica scomparsa dei due giovani rom morti a Orta di Atella. ”Come Regione siamo impegnati a fare la nostra parte, come dimostrano gli interventi di riqualificazione di diversi campi rom compiuti in questi anni – ha aggiunto – Vogliamo continuare su questa strada, approvando al piu’ presto una legge regionale sui rom, che potrà essere un ulteriore contributo per la soluzione di questi problemi”. ”Nel corso di questi anni, l’assessorato regionale alle politiche sociali si e’ fortemente impegnato per intervenire in diverse situazioni presenti sul territorio campano- ha detto il governatore della Campania Bassolino – Insieme al Comune e alla Provincia di Napoli, e’ stato istituito un ‘Tavolo permanente di concertazione sulle problematiche Rom’, attraverso il quale la Regione ha finanziato la costruzione e il risanamento dei campi di Giugliano e Caivano, mentre altri importanti interventi sono in corso d’opera”. ”Stiamo realizzando iniziative analoghe anche insieme alle amministrazioni di Giffoni, Battipaglia, Eboli, e in tutta la fascia a sud di Salerno- ha detto Bassolino- Vogliamo potenziare ancora di piu’ il nostro impegno, per garantire la messa in sicurezza dei campi a rischio e normali condizioni sanitarie e abitative ai loro abitanti. Per questo siamo pronti a collaborare con la Provincia, la Prefettura e il Comune di Orta di Atella- ha concluso- per aprire subito un tavolo operativo che si occupi costantemente dei campi rom in Terra di Lavoro”. Sassolino ha anche detto: ”La morte di Cristina Mihalache e Nicolae Ihnunt Laurentiu suscita profondo dolore. La vita e’ il bene più prezioso. Nessuno puo’ restare indifferente di fronte a quanto accaduto oggi a Orta di Atella, dove due giovanissimi sposi hanno perso tragicamente la vita in un contesto di povertà e abbandono. Serve un lavoro continuo e costante per porre rimedio a situazioni di estrema difficoltà come quelle che si verificano in molti campi rom abusivi presenti nel nostro Paese- ha aggiunto- Campi abusivi dove vivono persone, donne e uomini, famiglie intere con bambini. E’ un grande e delicato tema, pieno di contraddizioni e di problemi, che reclama un impegno di tutti e una doverosa attenzione di tutte le istituzioni, nazionali e locali”. ”Sono profondamente dispiaciuta per la morte dei due giovani rom. Mi ha colpito in modo particolare la notizia della loro tenera età. Ciò deve spingerci non solo a provare sentimenti di cristiana pietà ma anche di profonda giustizia. Mi auguro che si accertino le cause di questa tragedia e le eventuali responsabilità ”, è quanto ha affermato il presidente del Consiglio regionale della Campania, Sandra Lonardo. In ogni caso – aggiunge – occorre davvero che ognuno di noi faccia la sua parte, anche più del suo dovere, per evitare il ripetersi di tragedie così grandi, per intervenire con concretezza e decisione sulle cause, per contribuire ad estirpare ogni forma di isolamento e discriminazione, per riuscire sul serio e definitivamente a rimuovere condizioni di disagio sociale, di sudditanza economica e culturale, ancora troppo diffuse. La migliore maniera per far sentire il proprio dolore – conclude Lonardo – e’ impegnarsi nella costruzione di un futuro migliore, per tutti”. ”Una morte annunciata”. Così il deputato indipendente del Prc, Francesco Caruso, ha definito, in una nota, la tragedia di Orta di Atella e la morte dei due giovani rom. ”Quando si lasciano intere comunità nel degrado e nell’abbandono più totale – ha aggiunto – quando bambini e ragazzini sono costretti a vivere senza luce, senza acqua, senza riscaldamento, circondati da ratti, quando il razzismo, l’egoismo e l’indifferenza sono i nostri unici parametri del confronto sociale e culturale, quando nel nostro paese si perseguono le politiche di ‘segregazione razziale’ nei confronti dei rom, come denunciato nei richiami dell’Unione Europea dell’aprile di quest’anno, le tragedie come quelle di Orta di Atella sono e saranno sempre all’ordine del giorno”. Secondo Caruso ”non si tratta semplicemente di eventi fortuiti, ma un epilogo drammatico di una condizione drammatica di degrado e di abbandono. Oggi – ha concluso – mentre visitavo le baracche del campo rom di Cosenza, mi sono vergognato di essere un parlamentare di questa repubblica italiana”.

Di red