Angelo Carrara è stato tra i produttori più innovativi ed attenti del panorama musicale degli ultimi 30 anni. Lui ha riconosciuto il talento degli artisti citati e di tanti altri che, contro ogni regola del business tradizionale, ha imposti al mercato italiano portandoli al successo. Angelo Carrara era presente alla selezione del SanremoLab che vide IDA finalista con una mia canzone: “Fammi volare”.

Un mese dopo mi telefonò e disse “hai scritto una splendida canzone per una artista che io considero “l’ultima diva” possibile per la musica italiana. Sei disposto ad un incontro per programmare il futuro di IDA?” Così ho conosciuto a Milano quest’uomo dal pugno di ferro, dallo sguardo magnetico e, come ha detto in questi giorni Ligabue, così complesso e tormentato.

Abbiamo immediatamente iniziato a lavorare sui brani che ho scritto per IDA ed il primo nostro prodotto realizzato insieme è subito arrivato finalista al POP ME UP contest. Mi chiese così di legare le mie prime canzoni alle Edizioni Cronometro che sottoscrissi presso gli uffici della Warner a Milano. Già non stava bene ma quel giorno era contento:”sono brani che gireranno il mondo” disse con foga. Il male incurabile che lo aveva aggredito tendeva a minarne il fisico ma non l’entusiasmo. Era curioso di conoscere anche la nostra Fabbrica Wojtyla. Intanto abbiamo cominciato a discutere della scelta dei brani, ha iniziato a valutare gli arrangiamenti possibili per IDA. Sempre più che oculato nei giudizi rinviò alcune scelte:”non bruciamo le tappe”. Poi una sera mi telefonò oltre mezzanotte. Stava male ed era combattuto. Credevo fosse per la sua salute mentre lui invece era rammaricato perché temeva, date le condizioni fisiche, di non riuscire a far le scelte opportune per completare il lavoro di lancio per IDA, “è una interprete magistrale, la sua è una strada maestra… ma ho paura di non farcela”. Mi chiese di occuparmi di parte delle decisioni artistiche, cosa che non avrebbe mai fatto fare ad altri se non fosse stato consapevole del limite della malattia.

“Non so se sono in grado…” dissi e lui “non ti preoccupare, tu hai un gusto innato e poi ci sono sempre io”.

IDA era il suo ultimo sogno, la sua ultima sfida.

L’ho sentito telefonicamente il 25 marzo. “Come stai?” – “forse meglio” – “domani IDA ha un concerto, proviamo le nuove canzoni “- ” sarà grande di sicuro” – “Ho pronto il materiale scelto, vengo a Milano i primi di aprile” – “Bene, così facciamo il punto… ma chiamami prima… per sapere se ci sono…”.

Sul momento mi son chiesto dove altro potesse andare, visto lo stato di salute. Non ho pensato che due giorni dopo un uomo che ha sempre deciso tutto nella vita potesse decidere anche della sua morte.

Onore ad Angelo Carrara. So che IDA ed io lo terremo sempre al fianco nel cammino nel mondo della musica.

Patrizio Ranieri Ciu