Le polemiche relative all’esame dell’avvocato Mariastella Gelmini diventa un caso giudiziario, nei giorni scorsi un esposto indirizzato alle Procure di Brescia e Milano ed all’Ordine degli Avvocati di Brescia, foro in cui è iscritto l’avvocatessa. L’esposto è relativo ai motivi che l’hanno portata a svolgere a l’esame di abilitazione alla professione di avvocato in quel di Reggio Calabria anziché a Brescia.
A presentare l’esposto è stato il nostro direttore Salvatore Pizzo, portavoce delle Maestre e dei Maestri autoconvocati di Parma e Provincia, in particolare snono state rilevate alcune affermazioni della stessa avvocatessa Gelmini, attualmente deputato e Ministro della pubblica. Come si è appreso dalla stampa Gelmini intervenendo alla festa del Pdl svoltasi recentemente a Milano avrebbe detto: “C’è un giornalista di Ballarò, anzi mi correggo di Annozero. Ebbene chiede perché ho fatto l’esame di abilitazione non a Brescia, E glielo dico subito, mio caro. Perché nella mia città si erano adottate misure per limitare la concorrenza. E così per fare l’avvocato bisognava mettersi in macchina, fare centinaia di chilometri e andare da un’altra parte d’Italia (…)”. All’esposto è allegato l’articolo che riporta le dichiarazioni (Fabrizio dell’Orefice, Il tempo del 5/10/08). L’iniziativa ha la finalità di sollecitare l’accertamento della liceità delle lamentate limitazioni di cui Gelmini sarebbe stata vittima, e se sussistano eventuali profili penalmente perseguibili, nei confronti di chi eventualmente sapeva e non ha denunciato eventuali situazioni anomale. Dichiara uno dei promotori dell’iniziativa: “Se chi ha la responsabilità della scuola italiana lamenta di non aver potuto sostenere un esame a Brescia per non meglio identificate situazioni, riteniamo che debba essere un comportamento pedagogizzante della nostra categoria, che è portatrice di valori e non certo parte di uno stipendificio, rivolgersi alle autorità competenti e chiedere chiarezza e sanzioni”.

Di red