I sindacalisti che la “rappresentano” i lavoratori della Ex Texas di Aversa ora Ixfin di Marcianise o ci fanno o ci sono, quando l’unità produttiva era al centro di spregiudicate operazioni finanziarie, avvenute col silenzio assenso della politica nazionale, non hanno mai preso in considerazione l’idea di andare a protestare nell’opulento nord davanti alle case dei protagonisti del disastro.

Proprio all’ultimo, quando la situazione è diventata irrimediabile, hanno iniziato ad urlare davanti alla Provincia di Caserta, una roba inutile, anzi assurda, chissà cosa realmente speravano di ottenere da chi conta meno di loro. Adesso che la Ixfin è oggetto della procedura fallimentare fanno assemblee per protestare contro i tempi della giustizia, speriamo che in queste riunioni abbiano il buon senso di consigliare ai dipendenti di presentare al Tribunale le “insinuazioni allo stato passivo” per vedersi riconosciuti singolarmente quali creditori privilegiati, un riconoscimento che in un’eventuale vendita all’asta permetterebbe agli interessati di rientrare dei soldi che devono avere. I magistrati della settima sezione del Tribunale di Napoli nei giorni scorsi hanno deciso un nuovo rinvio, avrebbero dovuto decidere in merito all’istanza di conversione in amministrazione controllata del fallimento, la prossima udienza è stata fissata per il 20 marzo. A quanto pare il rinvio si è reso necessario per compiere un’ulteriore verifica rispetto allo stato patrimoniale dell’azienda, infatti la curatela fallimentare è stata invitata a presentare entro e non oltre il 28 febbraio una perizia dettagliata.

Salvatore Pizzo

Di red