Ai margini della città di Napoli, dilaniata dal degrado e dalla disoccupazione, c’è il più grande mercato della droga d’Europa: Secondigliano. È qui che si combatte la spaventosa faida di camorra tra il clan del boss latitante Paolo Di Lauro e il gruppo degli spagnoli, una guerra che miete settanta vittime tra il 2004 e il 2005. I killer delle due cosche decapitano traditori, uccidono e danno alle fiamme le fidanzate, i padri e le madri dei nemici e appiccano il fuoco a decine di negozi e appartamenti per snidare i rivali. E mentre la terza metropoli italiana si trasforma in un sanguinoso campo di battaglia, il magistrato che indaga sulla strage denuncia di essere intercettato abusivamente e il fratello di un senatore della Repubblica trema al pensiero di cadere vittima di un’imboscata. Di Meo ha il coraggio di raccontare una storia avvincente come un romanzo ma terribile come la realtà.