Si sarebbe spacciato per falso prete ed in questa veste si sarebbe introdotto in un convento per tentare di rubare le offerte ed altri oggetti di valore, è questa l’accusa per la quale un 65enne aversano, Giovanni Peluso, è imputato davanti al Tribunale di Imperia. I fatti risalgono a diversi anni fa, quando l’uomo si sarebbe introdotto nel convento delle suore clarisse della Santissima Annunziata di Diano Marina,

a testimoniare è stata chiamata anche la suora che all’epoca era la madre superiora, ma il difensore di Peluso, Giovanni Di Meo, ha confermato al nostro giornale che la religiosa è irreperibile, ha detto “appare più difficile di quanto si pensi rintracciare una suora” a distanza di tempo. Peluso ha anche altri precedenti penali, di lui si sa che ha studiato in seminario con un passato da operaio, è stato militante della sinistra radicale, ed è stato autore anche di alcuni libri riguardante la situazione carceraria. Per un episodio simile a quello avvenuto in Liguria, qualche anno fa fu arrestato anche in Calabria, si era travestito da prete per chiedere accoglienza in un convento a cariati (Cosenza), ma secondo le accuse voleva rubare nelle stanze delle monache e ripulire l’offertorio, ma una suora che si era insospettita per il suo comportamento chiamò i Carabinieri. Nel settembre del 2005, è stato accusato di un furto ad Urbino, compiuto sempre vestito da prete, in un altro convento e nell’aprile dello stesso anno fu bloccato dai carabinieri a Sulmona (L’Aquila) per fatti simili. Insomma è il caso di dire che l’abito non fa il monaco. Salvatore Pizzo

Di s.p.