Tra le categorie “toccate” dal il governo Prodi non ci sono solo farmacisti, tassisti e panettieri, ma anche i notai. Di loro si è parlato poco in questi giorni di protesta, certamente non hanno fatto le barricate come i tassisti, ma è interessante ciò che ha dichiarato lo scorso 1 luglio al quotidiano La Stampa Gennaro Fiordiliso, notaio aversano presidente di Federnotai: “Ricchi noi? Semplicemente paghiamo tutte le tasse e così finiamo regolarmente in testa alle classifiche”.

Dice il presidente dell’organismo che rappresenta oltre 2mila notai italiani: “Non faremo proteste plateali, faremo invece incontri con le forze politiche per capire come intendano muoversi per il futuro, non si possono prendere provvedimenti tampone senza avere una strategia chiara. Secondo Fiordiliso il governo dovrebbe scegliere se adottare il sistema anglosassone o quello attuale, dice a La Stampa: “nel primo caso viene assicurato solo il risultato economico delle transazioni attraverso una polizza assicurativa; qui sono i notai a dare la garanzia della certezza del risultato, visto che solo lo 0,6 per mille delle transazioni immobiliari operate dai notai finisce nelle aule di un tribunale. Al contrario ben il 18% di quelle fatte con il sistema anglossassone genera contenziosi”.

Di red