Giovani professionisti e la necessità di una nuova classe dirigente. Noi giovani professionisti, perché a 29 anni oggi si è considerati molto giovani, secondo qualcuno, incredibilmente, troppo giovani, in realtà noi siamo la parte più viva e vitale della società moderna, dei ceti produttivi della città di Aversa. Questa città non ha futuro né sviluppo senza il nostro apporto, senza le nostre idee. Ma sembra che chi comanda non lo voglia capire. Non si possono mettere in un angolo intere generazioni. Purtroppo ciò avviene sempre più spesso. Ci stanno spingendo ogni giorno di più all´isolamento, all´indifferenza verso una città che come un muro di gomma ci respinge.

Io, però, non voglio stare qui a fare solo una critica o uno sfogo generazionale. Ma da queste premesse partire, sapendo, però, che questa è la realtà contro cui dobbiamo combattere, per fare alcune considerazioni insieme. C´è la necessità di una nuova classe dirigente della città di Aversa. Nuova e sottolineo nuova. Bisogna dare voce a chi non è legato a clan familiari, ai soliti gruppi di potere in modo da dare un´opportunità a tutti e non solo ai soliti figli dei vecchi potenti della Città. Proviamoci, perché iniziano a diventare troppi gli amici che decidono di cercare altrove un luogo dove vivere ed affermarsi professionalmente, proviamoci per evitare questa fuga inevitabile da Aversa. Adesso sta a noi rischiare, metterci in gioco, metterci la faccia, non pensare che tutto ci è dovuto o che tutto è nero e marcio. Noi siamo qui per portare le nostre idee, i nostri progetti, provare a costruirli insieme. Ricominciare, finalmente, a discutere, ad appassionarci ad un´idea di svolta, di cambiamento vero. Ciò che in altre città d´Italia si è realizzato non può per Aversa essere considerato un´utopia di qualche appassionato ambientalista o di qualche altro intellettuale sognatore. Usciamo da queste continue emergenze puntando ad una seria programmazione politica. Apriamo alla città tutti i suoi spazi chiusi; smettiamo di concepire Aversa come periferia di Napoli e come città dormitorio. Realizziamo un vero e proprio patto generazionale! Sapete qual è l´unico provvedimento preso ad Aversa per i giovani in questi ultimi anni? Riguarda i locali pubblici, i bar, gli unici luoghi che sono rimasti per uscire e ritrovarsi, tutti devono chiudere a mezzanotte. Ma questi vecchi amministratori di Aversa cosa ci hanno offerto come alternativa, manifestazioni teatrali a basso costo, centri sportivi attrezzati, un centro storico riqualificato per poter discutere passeggiando a piedi per la città? No, solo traffico e immondizia! Basta, non dobbiamo sprecare questa opportunità, non restiamo chiusi in casa, PARTECIPIAMO e riappropriamoci di ciò che è nostro!

Marco Monica (giovane avvocato aversano)