L’ultima serata con i “big” liternesi al Festival del Ferroviere si è tenuta sabato in piazza Alcide De Gasperi, lo slargo antistante la stazione ferroviaria di Villa Literno. Giovedì c’erano stati gli esordienti mentre la seconda serata è stata riservata al gruppo storico. “Siamo diventati maturi” recita lo slogan di questa 21esima edizione, organizzata quest’anno da Umberto Irace in collaborazione con il direttivo dell’associazione artistica e culturale “Villa Literno Ensemble”:

un aiuto logistico che ha portato anche nuove idee, come la “ruota”; un modo per coprire le spese della manifestazione. Inoltre, per dare un po’ di pepe all’iniziativa, alla fine delle tre serate il direttivo dell’associazione individuerà i ragazzini più meritevoli (per esecuzione, simpatia e intraprendenza): a loro è stata donata una tessera associativa e la possibilità di esibirsi, con la guida di un socio più esperto, in una serata già programmata per Settembre, che ha già assunto il nome di "Dopofestival del Ferroviere". “Si tratta di un modo per dare continuità all’impegno di questi ragazzi – spiega Alfredo Irace, presidente dell’associazione- che si preparano per tanto tempo e poi rischiano di disperdere il loro potenziale, noi vogliamo coinvolgerli anche nelle nostre prossime attività; fra di loro ci sono dei veri talenti”. Sul palco, oltre ad una maschera di Eduardo in cartapesta, con il patron Umberto Irace e il fedele primogenito Alfredo con la presentatrice Anna Chiaramonte, si sono alternate le incursioni di Antonio Ucciero e la sua “ruota”, le coriste Rosamaria Elia, Susy Di Fraia e Monica Cerullo. Si sono esibiti un centinaio di “artisti” più o meno debuttanti previsti in scaletta, tutti rigorosamente liternesi, oltre due mesi di prove, tutte le sere, in un cortile del rione a provare e riprovare decine di canzoni.

Martina Fontana