
Francesco Serao con alle spalle l’eruzione del Vesuvio del 1737
Un grande medico e scienziato, il cittadino più illustre di San Cipriano d’ Aversa
Francesco Serao
(Scienziato e Medico innovatore)
Francesco Serao, uno dei principali artefici del rinnovamento scientifico e medico del Settecento, nacque a San Cipriano di Aversa, nel 1702, da Paolo e Ippolita Forno. Dopo aver compiuto una solida preparazione umanistica presso il Collegio Vescovile di Aversa, fu inviato, appena dodicenne, dal padre alla scuola dei Gesuiti di Napoli, dove continuò i suoi studi letterari con straordinario profitto e passione, approfondendo la lingua greca e soprattutto la latina. L’improvvisa morte del padre lo costrinse a far ritorno a casa, dove restò, per qualche tempo, a consolare l’afflitta madre.
Ritornato agli studi, si iscrisse alla facoltà di Medicina, presso l’Università di Napoli, dedicandosi agli studi di fisiologia, botanica, chimica e farmaceutica.
Durante il breve corso universitario, ebbe la fortuna di assistere alle lezioni di grandissimi maestri, non solo della scuola napoletana.
Conseguì la laurea in Medicina in giovanissima età, appena diciottenne, accordatagli per “grazia speciale” in quanto la legge del tempo vietava la concessione della laurea prima del ventunesimo anno.
Due anni dopo, nel 1722, vinse, all’età di 20 anni, il concorso a Cattedra di Medicina teorica, che non potè accettare per la sua giovane età.
Nel 1727 ritornò a vincere il concorso a Cattedra di Medicina teorica, rimasto vacante, che occupò per qualche anno, con molta bravura.
Nel 1712 ottenne, per concorso la Cattedra di Anatomia, e nei 1740, quella di Medicina pratica, presso l’Università agli Studi di Napoli.
All’età di 44 anni, nel 1746 passò alla Seconda Cattedra di Medicina e nel 1755, salì alla Prima Cattedra, nello stesso Ateneo, che gli venne assegnata all’unanimità avendo la sua fama già varcato i confini nazionali. Aveva 54 anni quando, nel 1756, sposò Nicoletta Zaccarelli, vedova del cugino Bernardo, da cui ebbe una figlia, Ippolita.
Ferdinando IV di Borbone nel 1778, lo prescelse come medico ordinario di Corte, nominandolo anche Protomedico generale del Regno delle Due Sicilie. Si spense a Napoli il 5 agosto 1783, all’età di 81 anni, per una forte infiammazione alla gola; il suo corpo fu sepolto in un’ala della chiesa di Montevergine, dove, ancor oggi, si può leggerne, sul sepolcro, l’elogio alla memoria.
Caposcuola del nuovo corso della Scienza Medica settecentesca, mortificata durante tutto il tempo della dominazione spagnola e incanalata sulla filosofia e sulla fisica aristotelica Francesco Serao, a differenza dei “sistematici”, pose a base della Medicina l’esperimento biologico e la più attenta osservazione clinica tradizionale. Oltre che valente medico, fu anche autore di una vasta produzione scientifico-medica, in gran parte scritta in latino, nella quale profuse tutte le sue conoscenze di letterato, archeologo, biologo, naturalista e psichiatra. Tra le sue opere più importanti vanno ricordate: “Schediasma de suffocatis ad vitam revocandis ” ( Napoli 1767),nella quale si nota tutta la modernità del suo pensiero nel soccorrere gli annegati ” I Consilia medica”.
Acuto conoscitore del greco latino, inglese e francese tradusse, nelle varie lingue, un noto trattato dal
titolo Osservazioni sulle malattie delle Armate, a cui fece seguito Esperienze intorno alle sostanze
settiche ed antisettiche. Redasse anche la Storia dell’incendio del Vesuvio nel 1737, In cui elevò
a dignità di scienza la vulcanologia. Nelle sue osservazione di anatomia comparata e zoologia, si rimane
profondamente colpiti ed interessati dalla genialità dei raffronti e l’acutezza dell’analisi, che sono di
una chiarezza e modernità assoluta.
Attorno a lui si raccolsero e fiorirono i migliori esponenti della Scienza Medica dell’epoca, come
Domenico Cirillo, Domenico Cotugno , Francesco Dolce, Tommaso Fasano, Nicolò Giannelli ,
Michele Sarcone, Antonio Sementini, Michele Troia e Antonio Villari che, usciti dalla sua scuola, furono i maggiori protagonisti della rinascita medica del Meridione, rovinato dalla dominazione straniera.
Francesco Serao – oggi quasi sconosciuto ai suoi conterranei – godette l’amicizia e la stima di illustri
Personalità del Settecento e fu iscritto “Honoris Causa” alle prime Università d’Europa.
G
processo evolutivo.razie al suo talento e al suo spirito innovatore, la Medicina, nel Settecento , fu avviata verso quella riforma sperimentale che, nell’Ottocento, doveva concludere positivamente il primo ciclo del suo
Componente di una famiglia di nobili tradizioni, che vanta, tra l’altro, il fondatore di San Cipriano d’Aversa
e la scrittrice Matilde Serao, tra i suoi figli, Francesco Serao celebre medico e letterato, va annoverato
nella schiera dei migliori spiriti espressi nell’agro aversano.
(testo di Antonio Marino)