Traffico e inquinamento, sono arrivati a livelli intollerabili nell’area frattese. Ci sono dati della protezione civile inquietanti. Nei comuni che ricadono sotto la competenza dell’ASL Napoli 3, per le polveri da idrocarburi, ci sarebbe un aumento rilevante dei casi di tumore e di nascite con problemi respiratori e allergici. Un’area quella del frattese, in cui non è stato possibile, negli anni mettere appunto campagne di sensibilizzazione al trattamento consapevole dei rifiuti solidi urbani.

Ancora oggi registriamo tassi bassissimi o nulli di raccolta differenziata. L’enorme flusso di mezzi di trasporto su gomma che attraversano l’area frattese, auto private, mezzi pubblici, contribuiscono ad appesantire il sistema precario di questo fazzoletto di territorio ampio solo pochi chilometri quadrati e congestionato da un urbanizzazione che negli ultimi anni si è accresciuta vorticosamente, annullando quasi completamente spazi di fruizione pubblica. Ma le cause dell’inquinamento cittadino e del degrado ambientale, sono dovute anche a: comportamenti personali indifferenti ai temi dell’ambiente, assenza di cultura sulle energie alternative, poca ed inesatta informazione scientifica, sui media e nelle scuole, mancanza di sensibilità e progettualità politica in materia di inquinamento e tutela ambientale. Per far fronte a quest tipo di carenza è nato il Comitato per l’Ambiente, che si occuperà di sensibilizzare cittadini ed istituzioni sui temi della difesa del territorio e dell’ambiente. Il Comitato si è presentato al pubblico per la prima volta mercoledi 24 gennaio nei locali de “Il Cantiere”, in via Roma a Frattamaggiore. Tra gli altri erano presenti: Francesco Russo (Sindaco di Frattamaggiore), Giovanni Maione (assessore all’ambiente), Teresa Cerisoli (presidente del Comitato). I lavori sono stati moderati da Monica Colangelo.

Di red