Sabrina Marinelli, giornalista del Corriere Adriatico, quotidiano marchigiano, è stata aggredita a Senigallia dai figli di una donna uccisa dall’ex marito. I parenti della vittima si sono scagliati contro la giornalista perché non volevano “l’intrusione” nella camera mortuaria, in cui la Marinelli non era comunque entrata. “Ancora una volta il lavoro giornalistico diventa oggetto di ingiustificabile violenza ai danni di chi è chiamato a informare i cittadini

– ha commentato Giovanni Rossi, segretario del Sindacato Giornalisti Marchigiani (Sigim) – Il dolore dei familiari, in occasione di tragedie come quella di Senigallia, non può sfogarsi su chi sta svolgendo il proprio lavoro”. I parenti della vittima hanno anche preteso di verificare il cellulare della giornalista per sincerarsi che non avesse scattato fotografie. Altri due giornalisti sono stati aggrediti a Bari, Mario Lamanuzzi e Salvatore Vernice, entrambi direttori di testate online che fanno capo a LiveNetwork.it, sono stati picchiati in redazione dai figli di Savino Zinfollino, implicato in un’indagine per usura. Gli autori della spedizione punitiva Gloriano e Alessandro Zinfollino, rispettivamente 28 e 22 anni, sono stati arrestati dopo poche ore con le accuse di percosse, danneggiamento aggravato, violenza privata e violazione di domicilio. In Sicilia è stato intimidito per l’ennesima volta Pino Maniaci, direttore di Tele Jato che è costretto a vivere sotto scorta, la Mafia questa volta ha dato fuoco ad un’auto dell’emittente. “Non ci faremo intimidire – ha fatto sapere Maniaci – e continueremo a fare il nostro lavoro, a fare informazione libera su questo territorio”. Per sostenere la sua opera è nata l’iniziativa “Siamo tutti Pino Maniaci”, da più di un mese i telegiornali di Tele Jato sono condotti a turno da rappresentanti della società civile, membri delle forze dell’ordine e giornalisti di altre testate. “È un vero e proprio stillicidio criminale – si legge in una nota della Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI) – quello che si sta perpetrando contro il direttore di Tele Jato e della sua redazione. Il direttore della coraggiosa emittente di Partinico da mesi è nel mirino della criminalità organizzata. Non se ne può più”. La Fnsi sta per dare vita a un osservatorio permanente sui cronisti minacciati, o che vivono sotto scorta per aver ricevuto minacce dalla criminalità organizzata.

Salvatore Pizzo

Di sa.pi.