Egr. Direttore, leggo da più parti la notizia sul film dedicato a Giovanni Passanante, che si è arrivati a presentare come “un eroe” e come “un idealista che non abbassa la testa”. E’ davvero grave perché Passanante attentò alla vita del Capo dello Stato italiano e non riuscì nel suo intento criminale solo per il coraggio e la prontezza dei presenti.

E’ stato giusto, per carità cristiana, agire affinché ai resti del criminale venisse data adeguata sepoltura. Ma è aberrante definire “idealista” o “eroe” un aspirante assassino. Nessun ideale giustifica un tentativo d’omicidio ed ogni idea che ammette l’omicidio è criminale. Basti pensare all’ideologia nazista. Aggiungo che nell’Italia unita la pena di morte è stata abolita per volontà del Re Umberto I. Lo stesso Re che chiese ed ottenne la grazia per il Passanante.

Dr. Alberto Casirati, Presidente Istituto della Reale Casa di Savoia


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Egregio Presidente, sono d’accordo con lei, con la precisazione, però, che nel caso specifico il reo fu trattato in maniera aberrante, fu perseguitata la sua famiglia che nulla aveva a che fare con l’accaduto ed il suo corpo è stato oggetto di uno scempio terminato pochi anni fa. Inoltre al paese in cui nacque fu imposto di cambiare nome. (s.p.)