Domani tutti i sindacati della scuola indipendenti dal governo scendono in piazza dopo aver proclamato l’astensione dal lavoro di tutti i professionisti del comparto per l’intera giornata, tra le motivazioni della protesta c’è anche la difesa dei diritti acquisiti di tutti coloro, docenti e amministrativi, inseriti nelle graduatorie permanenti da cui si attinge il personale per le assunzioni, sia quelle a tempo determinato che indeterminato, che questo governo con una congiura di palazzo sta cercando di eliminare, a partire dal 2010, ciò senza fare salvi i titoli culturali e di servizio, oltre alle aspettative di chi da anni è in attesa di stabilità. Stanno paventando nuove forme di reclutamento che escludono chi c’è già e che lavora nella scuola da anni.

Limitatamente a questa motivazione il nostro giornale invita tutti ad aderire allo sciopero: non fare salvi dei diritti acquisiti è gravissimo, se questo atto di delinquenza politica lo si perpetrerà nella scuola, significa che questa politica di risulta, ammantata di apparente democrazia, ci sta trascinando verso il regime. Si vuole fare in modo che i docenti vengano decisi con i numeri chiusi di corsi a pagamento, entrare nel numero chiuso comporterà essere riconoscente a qualcuno, se non economicamente almeno elettoralmente, ed il fatto che questi corsi si pagano, già adesso sono un forte business per le baronie universitarie, quelle stesse oligarchie pedanti che fino ad oggi non ammettono tra loro i migliori che, com’è sotto gli di tutti, quando non sono raccomandati vanno all’estero (la cosiddetta fuga dei cervelli). Adesso qualcuno nei palazzi alti della politica capendo che si sta autocreando dei problemi di rendita elettorale, sta cercando di metterci una pezza, le graduatorie permanenti forse saranno trasformate in graduatorie ad esaurimento, garantendo così quelli che hanno maturato diritti. Un’imboscata di questo tipo poteva degli effetti collaterali pesanti, ma può averli ancora, la finanziaria è ancora in discussione ed anche se la questione non è riguarda il bilancio, i politicanti l’hanno inserita alla chetichella. Il numero di persone colpite è enorme, da questa massa può benissimo nascere non solo un nuovo partito, ma anche decine di liste civiche locali di ispirazione sindacale (autonoma), che nelle singole città potrebbero essere insidiose per i luogotenenti di quelle forze interessate ad accaparrarsi la torta politico-economica del reclutamento e la formazione di chi deve lavorare nella scuola. Pagherebbero i personaggi locali per cose di cui nemmeno sanno l’esistenza, ma questo si può fare e chi lo vuole fare da queste colonne avrà spazio. Detto questo, domani c’è lo sciopero, che noi chiamiamo astensione in quanto si tratta di professionisti, indetto dalla Gilda, dallo Snals e dai Cobas. Dopo questa proclamazione, Cgil, Cisl e Uil non potevano non intervenire, anche se sono al governo qualcosa lo dovevano pur fare, quindi hanno indetto anche loro delle proteste, flebilissime: avevano fissato delle ore di astensione per il giorno 11 ma in maniera difforme dalla legge, è intervenuta la Commissione di garanzia ed hanno dovuto spostare la protesta al 14 dicembre, ma terranno anche altre iniziative anche in contemporanea alle manifestazioni del sindacato libero. Oggi terranno assemblee in molte scuole, domani presidi davanti a tutti i Csa ed alle direzioni scolastiche ed incontri con i prefetti. L’11 dicembre manifestazione una nazionale con sit in di protesta del personale precario docente, il problema e che la fanno senza scioperare: come andranno gli interessati se sono in servizio? Sarà un flop, servirà per dire che gli interessati sono pochi ad uso e consumo di chi ha interesse a sostenere questa tesi. L’iniziativa si svolgerà nel piazzale antistante il Ministero della Pubblica Istruzione (ore 11.00 – 13.00). Il 12 dicembre manifestazione nazionale con sit in del personale Ata, anche questa iniziativa si svolgerà nel piazzale antistante il Ministero della Pubblica Istruzione, (ore 11.00 – 13.00) con comizio di Massimo Di Menna, segretario generale UIL Scuola. Giovedì 14 sciopero generale alla prima ora delle attività di lezione o di servizio della scuola ed all’ultima ora delle stesse, nel caso di turno pomeridiano, sciopero per l’intera giornata dei Presidi incaricati con manifestazione di protesta dalle 11,00 alle 13,30 davanti al Senato e dalle 14,00 alle 18.00 davanti al Ministero. Il 17 dicembre manifestazione nazionale a Roma, in questo caso la fanno di domenica, non potevano scioperare come si fa di solito, evidentemente sono diventati allergici.

Salvatore Pizzo